13Lug/26
L’HR è nel board. Ma il potere resta altrove?

L’HR è nel board. Ma il potere resta altrove?

Essere presenti nel board non significa necessariamente avere potere decisionale. L’articolo mostra che l’influenza dell’HR dipende dal momento in cui viene coinvolto, dalle risorse che controlla, dall’accesso ai processi e dalla capacità di orientare il significato dei problemi. Competenza e credibilità personale non bastano se il mandato resta debole e subordinato al CEO. Il vero peso dell’HR si misura nella possibilità di incidere sulle decisioni prima che siano già definite.

21Mag/26

Perché le PMI non trovano candidati qualificati | Lorenzo Magliani

Molte PMI attribuiscono la difficoltà di assumere solo alla scarsità di profili disponibili. L’articolo mostra invece come comunicazione aziendale, annunci poco chiari, pagina “Lavora con noi”, tempi di risposta, candidate experience e misurazione dei risultati incidano sulla capacità di attrarre candidati qualificati.

13Mag/26
Le aziende cercano talenti. Ma li sanno far esprimere

Le aziende cercano talenti. Ma li sanno far esprimere?

Le aziende cercano talenti, ma spesso non verificano se il contesto permette davvero di esprimerli. Autonomia, pensiero critico, collaborazione e gestione del tempo diventano valore solo se processi, leadership, priorità e sistemi premianti li rendono praticabili. Per l’HR, la sfida è distinguere tra competenze assenti, mal definite o presenti ma bloccate dall’ambiente organizzativo.

07Mag/26
I conflitti in azienda il ruolo della comunicazione - Immagine generata con AI ©RisorseUmane-HR.it - Canva

I conflitti in azienda: il ruolo della comunicazione | Francesco Puppato

I conflitti in azienda spesso nascono da incomprensioni e differenze di interpretazione. Chiarire significati, usare esempi concreti e condividere parametri comuni aiuta i team a parlare la stessa lingua, prevenendo tensioni e rafforzando relazioni professionali, senso di appartenenza ed efficacia organizzativa.

13Apr/26
Come superare il divario generazionale negli uffici pubblici

Come superare il divario generazionale negli uffici pubblici | Anna Rita Notaro

Il divario generazionale negli uffici pubblici non riguarda solo l’età, ma anche linguaggi, percezioni del ruolo e modalità di lavoro. L’articolo analizza le difficoltà tra dirigenti e personale esperto, gli effetti su fiducia e produttività, il rischio della microgestione e il valore della comunicazione interna come leva per trasformare le differenze in collaborazione e crescita organizzativa.

26Mar/26
HR e concentrazione presenza, ruolo e struttura del lavoro

HR e concentrazione: presenza, ruolo e struttura del lavoro

Nel lavoro HR la concentrazione non è un lusso personale, ma una condizione di qualità. L’articolo mostra quando serve davvero, che cosa produce l’interruzione continua e come strutturare tempi, priorità e contesti per proteggere ascolto, giudizio, scrittura, selezione, analisi dei dati e lavoro anticipatorio senza confondere la reperibilità con la presenza reale.

23Mar/26
Time Management - Il tempo non è un nemico, ma l’82% dei professionisti non sa gestirlo

Il tempo non è un nemico, ma l’82% dei professionisti non sa gestirlo | Giorgia Raguzzi

La gestione del tempo resta una competenza critica ma ancora poco diffusa: l’82% dei professionisti fatica a organizzare in modo efficace attività e priorità. L’articolo analizza le cause principali, dalla procrastinazione alla mancanza di pianificazione, e approfondisce strumenti come Matrice di Eisenhower, Time Blocking e metodo POSEC per migliorare produttività e allineamento strategico.

05Feb/26
Organizzazioni che fanno bene al cervello Leader come architetti di sicurezza psicologica

Organizzazioni che fanno bene al cervello | Alessandro Samele

L’articolo analizza il legame indissolubile tra neuroscienze e gestione aziendale, evidenziando come la sicurezza psicologica sia un requisito biologico essenziale per stimolare l’innovazione e la produttività. Attraverso l’analisi delle reazioni cerebrali allo stress e alla sfiducia, l’autore dimostra che ambienti di lavoro intimidatori bloccano le capacità analitiche dei dipendenti, attivando aree del cervello deputate alla sopravvivenza. Per rimediare a ciò, viene proposto un cambiamento radicale nel ruolo delle Risorse Umane, che devono trasformarsi in progettisti di esperienze capaci di ridurre le minacce percepite durante i feedback o l’inserimento lavorativo. La leadership viene ridefinita come una “tecnologia sociale” basata sull’ascolto attivo, sulla trasparenza e sulla normalizzazione dell’errore per disattivare l’allarme neurale collettivo. In definitiva, l’opera suggerisce che trattare la fiducia come una disciplina operativa permetta di creare ecosistemi in cui il talento umano possa fiorire anziché fuggire.

26Gen/26
Comunicazione non violenta in HR

Comunicazione non violenta in HR: guida pratica | Debora Conti

L’articolo affronta l’applicazione della Comunicazione Non Violenta (CNV) di Marshall Rosenberg all’interno della gestione delle Risorse Umane. Il metodo viene presentato come un sistema in quattro fasi — osservazione, sentimento, bisogno e richiesta — per affrontare dialoghi critici in ambito lavorativo. L’obiettivo principale è trasformare comunicazioni potenzialmente conflittuali, come i tagli contrattuali o i ricollocamenti, in momenti di confronto costruttivo basati sull’empatia. Attraverso esempi pratici, l’autore dimostra come un linguaggio privo di giudizio possa ridurre le difese dei dipendenti e migliorare il clima aziendale.