Riduzione orario lavorare meno, produrre uguale

 

Lavorare meno, produrre uguale

Le sperimentazioni tra benessere del lavoratore ed efficienza aziendale

a cura di Matteo Cislaghi

🎯 In questo articolo:

  • Perché in Italia la proposta di ridurre l’orario da 40 a 32 ore settimanali è stata respinta.
  • Quali risultati hanno prodotto i test sulla settimana corta in Paesi come Islanda, Belgio e Regno Unito.
  • In che modo la riduzione dell’orario può incidere su produttività, burnout, sonno e benessere psicologico.
  • Per quali settori l’applicazione della settimana corta risulta più complessa.
  • Come il Time Management può aiutare aziende e lavoratori a mantenere l’efficienza con meno ore disponibili.
  • Quali aziende in Italia stanno già sperimentando modelli di lavoro più flessibili.

Il dibattito sulla riduzione dell’orario in Italia

La settimana corta, in Italia, dovrà attendere. A inizio marzo la Camera dei deputati ha bocciato la proposta di legge sulla riduzione dell’orario di lavoro da 40 a 32 ore settimanali, a parità di salario. La norma non avrebbe introdotto automaticamente la settimana di quattro giorni per tutti, ma apriva a una sperimentazione triennale con incentivi per le aziende aderenti.

I test in Europa sulla riduzione dell’orario

Partiamo da un confronto interessante: la settimana media nella UE è già scesa a circa 36 ore, pur in assenza di leggi formalmente approvate, salvo rarissime eccezioni. Segno che la riduzione dell’orario sta lentamente avanzando anche senza riforme radicali.

Sono diversi i Paesi europei che stanno portando avanti sperimentazioni di riduzione dell’orario di lavoro. Il caso più citato e certamente precursore è quello dell’Islanda dove tra il 2015 e il 2019 è stato provato un taglio da 40 a 35 ore settimanali, senza impatto sul salario. Il test, condotto di concerto con governo e sindacati, ha coinvolto 2.500 lavoratori nel settore pubblico. I risultati: produttività uguale o migliore e maggiore benessere dei dipendenti.

Diverso il caso del Belgio. Nel febbraio 2022, è diventato il primo Stato UE a ufficializzare una norma che consente ai lavoratori di concentrare l’orario settimanale su 4 giorni invece di 5, a parità di stipendio e ore lavorate. Anche Spagna e Regno Unito hanno in corso dei trial con obiettivo finale la settimana corta, ma sono i Paesi Bassi a essere considerati dall’organizzazione 4 Day Week Global il sistema con il miglior equilibrio vita-lavoro nel continente.

Approfondimento
I casi europei mostrano che la riduzione dell’orario non segue un unico modello. In alcuni contesti si lavora meno ore complessive, in altri si redistribuiscono le stesse ore su meno giorni. La differenza è importante perché cambia l’impatto concreto su benessere, organizzazione interna e produttività.

Produttività e benessere: cosa dicono gli studi

Gli studi e le sperimentazioni sulla settimana lavorativa accorciata hanno prodotto risultati abbastanza coerenti. La produttività, per cominciare, è segnalata quasi sempre stabile o in aumento. Secondo Science Daily, nel vasto esperimento britannico le aziende hanno mantenuto gli obiettivi produttivi anche con una riduzione del 20% delle ore lavorate. Questo perché, a detta dei lavoratori, sono state tagliate riunioni superflue, inefficienze e pause a favore di un modello ad alta concentrazione.

Impatti significativi arrivano anche sul fronte della salute. È ancora Science Daily a riportarlo: nel trial inglese il 71% dei lavoratori ha riferito meno rischi di burnout, mentre il 38% dice di aver dormito meglio e di più. Di certo la riduzione dell’orario migliora quasi sempre il benessere psicologico grazie al giusto equilibrio vita-lavoro, con più tempo per famiglia, sport, cura personale e maggiore soddisfazione lavorativa. A ciò si aggiungano il minor numero di assenze, con il calo delle giornate di malattia e una rafforzata capacità delle aziende di attrarre giovani talenti più interessati a un modello lavorativo non totalizzante.

Ma attenzione: i benefici della settimana corta non si spalmano egualmente in tutti i settori. Le ricerche segnalano la difficoltà di applicarla in sanità, servizi continui e nelle aree di produzione industriale laddove sarebbe richiesta una più profonda riorganizzazione della gestione del lavoro.

Approfondimento
Il punto centrale non è solo lavorare meno, ma lavorare in modo diverso. I risultati migliori emergono quando la riduzione dell’orario si accompagna a una revisione dei processi, alla semplificazione delle attività e a una gestione più rigorosa delle priorità.

Il contributo del Time Management

In tutti i settori, però, vengono in soccorso le tecniche di Time Management. Con una minore disponibilità oraria, la gestione scientifica del tempo aiuta a individuare le attività più importanti, riducendo l’attenzione dai compiti marginali. Favorisce riunioni più brevi e strutturate, limitando le interruzioni. Introduce tecniche di lavoro focalizzato, come il Time Blocking, o il lavoro per obiettivi. Riduce infine il multitasking e la dispersione, aumentando la concentrazione.

Non per nulla la stragrande maggioranza dei manager intervistati da LinkedIn ritiene la gestione del tempo un fattore chiave per migliorare la produttività.

Le aziende che aprono la strada in Italia

In un Paese come l’Italia dove circa 12 milioni di lavoratori lavorano più di 40 ore alla settimana, per straordinari, necessità o doppio impiego, spicca il caso di EssilorLuxottica che nel 2025 ha avviato nei propri stabilimenti la sperimentazione della settimana corta. Con il progetto “Time4you”, la multinazionale dell’occhiale ha previsto 20 venerdì all’anno liberi, in settimane individuate dall’azienda, con la rinuncia a cinque giorni di permesso che vengono scalati dal monte ore, mentre gli altri 15 giorni sono a carico del datore. Coinvolti circa diecimila addetti alla produzione.

Tra le altre aziende, nuovi orari flessibili sono stati introdotti anche da Intesa SanPaolo, per i dipendenti con figli fino a 3 anni, Lavazza, con il venerdì breve, e Lamborghini, per le tute blu: il fattore comune è bilanciare l’efficienza con il benessere del lavoratore.

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Fonti

 

Questo articolo è offerto da:

Matteo Cislaghi

Senior Content Editor Accademia di Comunicazione Strategica

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Glossario

  • Settimana corta – Modello organizzativo che prevede una riduzione dei giorni o delle ore di lavoro, mantenendo in alcuni casi lo stesso salario.
  • Produttività – Capacità di raggiungere risultati e obiettivi con le risorse e il tempo disponibili.
  • Work Life Balance – Equilibrio tra vita professionale e vita personale, fondamentale per il benessere complessivo del lavoratore.
  • Burnout – Stato di esaurimento fisico e mentale legato a stress lavorativo prolungato e non gestito.
  • Time Management – Insieme di metodi e tecniche per organizzare meglio il tempo e le attività quotidiane.
  • Time Blocking – Tecnica di pianificazione che consiste nel riservare blocchi di tempo specifici a singole attività o categorie di compiti.
  • Lavoro per obiettivi – Modalità organizzativa che valuta maggiormente i risultati raggiunti rispetto al semplice tempo trascorso al lavoro.
  • Riorganizzazione del lavoro – Revisione di processi, turni, mansioni e priorità per rendere più efficiente il lavoro.

FAQ

Che cos’è la settimana corta?
È un modello di organizzazione del lavoro che riduce le ore o i giorni lavorati, spesso mantenendo invariata la retribuzione.

La settimana corta è già prevista per legge in Italia?
No, la proposta di legge per una sperimentazione triennale è stata bocciata dalla Camera dei deputati.

Ridurre l’orario di lavoro fa calare la produttività?
Secondo gli studi citati nell’articolo, la produttività risulta nella maggior parte dei casi stabile o in aumento.

Quali benefici emergono per i lavoratori?
I risultati segnalano minori rischi di burnout, migliore qualità del sonno, maggiore benessere psicologico e più equilibrio tra lavoro e vita privata.

La settimana corta è adatta a tutti i settori?
No, l’articolo evidenzia maggiori difficoltà in sanità, servizi continui e produzione industriale, dove servono riorganizzazioni più profonde.

Che ruolo ha il Time Management in questo modello?
Aiuta a concentrare il lavoro sulle attività prioritarie, ridurre inefficienze, limitare le interruzioni e migliorare la concentrazione.