Il ruolo del Self Assessment all’interno dei sistemi di Perfomance Appraisal

 

Il ruolo del Self Assessment all’interno dei sistemi di Perfomance Appraisal

di Alessandro Di Pasquale

Il Self Assessment, o autovalutazione, non è altro che una descrizione narrativa, fatta dal dipendente stesso, dei risultati professionali e personali raggiunti in base agli obiettivi che gli erano stati assegnati, nonché la descrizione di tutti quei fattori che in qualche modo hanno influito positivamente o negativamente sulla sua performance.

Al giorno d’oggi il concetto di autovalutazione sta assumendo un ruolo sempre più centrale ed importante all’interno dei sistemi di Performance Appraisal, in quanto il Self Assessment risulta essere spesso il punto di partenza dell’intero processo di valutazione.

Tutto questo è reso possibile dai diversi benefici collegati all’utilizzo di tale metodologia, che possono essere analizzati dal punto di vista di tutti gli attori coinvolti all’interno del processo di valutazione: il valutato, il valutatore e il sistema del gestore del processo (il dipartimento HR).

Il valutato è la figura che può trarre maggiori benefici dall’utilizzo del Self Assessment ma è anche colui che deve prestare più attenzione verso un utilizzo consapevole di tale strumento. Infatti, in questo modo, si verifica un cambiamento abbastanza radicale delle dinamiche del processo di valutazione in quanto la persona valutata non è più un partecipante passivo, ovvero solamente l’oggetto della valutazione, ma diventa partecipante attivo e protagonista, con la possibilità di dare egli stesso i propri input e le informazioni che crede necessarie ad una più completa valutazione.

Sempre ragionando in tale ottica, il Self Assessment risulta essere anche una importante opportunità per il dipendente per aumentare la consapevolezza di sé e del contributo offerto, attraverso il confronto tra la propria percezione del valore del lavoro svolto e quella altrui. Inoltre il valutato può sfruttare questo momento per descrivere anche quali sono stati gli eventuali ostacoli incontrati che non hanno permesso il raggiungimento di una performance ottimale. 

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Autovalutarsi, però, significa soprattutto compiere un’azione metacognitiva, ovvero distaccarsi dal proprio io, oggettivando la propria esperienza e proprio per questo motivo l’autovalutazione diventa una vera e propria competenza da costruire. Per questo è fondamentale istituire delle linee guida su come procedere ad una corretta autovalutazione, che possono essere riassunte in 4 punti principali:

  1. Essere onesti: è fondamentale nel momento in cui si procede alla propria autovalutazione essere onesti con se stessi analizzando il reale contributo dato e il modo in cui sono stati raggiunti o no determinati risultati.
  2. Essere specifici e puntuali: è assolutamente necessario legare la propria autovalutazione a situazioni realmente accadute e a risultati sempre verificabili e riconducibili ad un preciso arco temporale.
  3. Fare esempi di situazioni reali: più esempi, episodi e situazioni si possono legare alla propria autovalutazione, più questa potrà essere considerata affidabile e oggettiva, in quanto effettivamente supportata da un qualcosa di concreto e quindi dimostrabile.
  4. Considerarla un’opportunità di crescita: l’autovalutazione e il successivo confronto con la valutazione che viene fatta dal responsabile/valutatore, deve essere vista come un momento di crescita costruttivo durante il quale è possibile aumentare la consapevolezza di sé e strutturare al meglio un piano di sviluppo o di miglioramento della performance.

La metodologia del Self Assessment è una grande opportunità anche per i valutatori in quanto possono prendere spunto per la loro valutazione proprio dagli input dati dai collaboratori all’interno delle autovalutazioni. Grazie alla scheda fornita dal valutato infatti, il valutatore elabora un quadro più chiaro della percezione che il collaboratore ha della sua performance e del suo contributo, nonché di una serie di episodi ed eventi che altrimenti potrebbero sfuggire alla memoria del valutatore stesso.

Infine, il Self Assessment risulta essere fondamentale anche per il gestore del processo, ovvero per il dipartimento HR. L’accuratezza del processo in questo modo risulterà sicuramente maggiore in quanto sono analizzati più punti di vista e le informazioni che si ricevono sono sicuramente più complete e ricche di particolari. Il processo quindi ne guadagna anche in chiarezza e diventa più semplice comprendere le richieste e le aspettative dei dipendenti da parte dell’organizzazione stessa.

Ovviamente il compito del gestore del processo sarà più  complesso perché dovrà analizzare e integrare una molteplicità di informazioni per ottenere un quadro il più completo possibile; e soprattutto il dipartimento HR avrà la responsabilità di guidare passo passo  gli attori partecipanti al processo attraverso dinamiche sicuramente più sensibili e complesse.

Il cambiamento provocato quindi dall’inserimento del Self Assessment nei processi di Performance Appraisal è tanto fondamentale quanto ovviamente radicale rispetto al passato, quando il dialogo era a senso unico ed era compito esclusivo dei responsabili.

Bibliografia consigliata

Alessandro di Pasquale
Sono un giovane professionista HR con una forte motivazione ed entusiasmo verso tutte le attività che compongono la catena del valore HR. Grazie alle mie esperienze lavorative ho avuto la possibilità di sfidare me stesso in tutte le attività HR e questo ha permesso di aumentare la mia passione e curiosità. Un’altra passione che mi caratterizza è il mio amore per la pallacanestro, gioco a livello agonistico e a 16 anni ho fatto il mio esordio in serie A con la squadra della Virtus Roma.
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