Sincerità radicale. Essere un capo «tosto» senza perdere la propria umanità

 

 

Sincerità radicale.

Essere un capo «tosto» senza perdere la propria umanità

di Kim Scott 

“Se non hai niente di carino da dire, non dire nulla”, ci viene ripetuto fin dall’infanzia. Un consiglio forse utile in ambito quotidiano, ma in grado di produrre autentici disastri nella realtà lavorativa. Ogni buon manager infatti sa che suo compito – e suo dovere – è esprimersi.

L’autrice propone un innovativo approccio allo sviluppo di una leadership efficace: il metodo della sincerità radicale (radical candor).

Alla base vi è un’idea semplice: per essere un buon capo, un capo “tosto”, devi muoverti tra una gestione aggressiva (che affronta direttamente le criticità senza rispetto per le persone coinvolte) e un atteggiamento caratterizzato da un eccesso di empatia (che, evitando di fornire feedback negativi, genera effetti deleteri sulla qualità del lavoro svolto dal team).

Quando sei esigente senza curarti dei sentimenti, rischi di offendere in modo odioso; quando sei comprensivo senza essere sfidante, risulti insincero e manipolatorio.

Questo semplice schema può aiutarti a costruire migliori relazioni sul lavoro e ad adempiere alle tue tre responsabilità chiave come leader: creare una cultura del feedback (lode e critica), costruire una squadra coesa e ottenere risultati di cui essere orgogliosi.

I migliori leader sono proprio quelli che riescono a creare un legame forte con i loro referenti diretti basato sulla sincerità, il coinvolgimento e la fiducia.

Tratto da anni di esperienza dell’autrice in aziende come Apple, Google e in diverse start-up, il libro è ricco di verità illuminanti e consigli pratici su come avere successo mantenendo la propria umanità, trovando significato nel lavoro e creando un ambiente in cui tutti amano ciò che fanno e le persone con cui collaborano.

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