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Le Soft Skills del candidato ideale

8 Competenze trasversali da ricercare in chi vogliamo assumere

di Gian Luca Rosso

Devi assumere qualcuno e ti trovi di fronte a una rosa di candidati con ottime competenze tecniche? Sai bene che non è più sufficiente essere preparati nel proprio mestiere… Le sole hard skills non bastano!

Già, ma allora cosa andare a ricercare in un candidato ideale?

Ovviamente le soft skills, ovvero le competenze trasversali, al giorno d’oggi considerate importanti quanto le hard skills, in molti casi anche di più.

Il problema a questo punto è capire quali sono queste soft skills e perché sono così fondamentali quando dobbiamo puntare su qualcuno.

Le competenze trasversali che dobbiamo ricercare nel nostro candidato ideale sono fondamentalmente otto:

1. La capacità di essere motivati e di saper motivare gli altri.

Nessuno vuole assumere una persona svogliata oppure poco motivata o incapace di motivare gli altri. Eppure secondo un recente studio della Gallup – società americana di consulenza globale nota per i suoi sondaggi d’opinione realizzati su scala mondiale – solo il 13% dei lavoratori è effettivamente coinvolto nel proprio lavoro. Il 63% dei dipendenti non ha alcuna motivazione ed è poco propenso a investire energie per raggiungere obiettivi aziendali. Ma il dato più triste arriva dalla percentuale mancante, il 24%, che rappresenta i soggetti “attivamente non impegnati”, ovvero coloro che si considerano infelici e improduttivi sul luogo di lavoro.

2. L’abilità di persuadere.

Dwight David Eisenhower sosteneva che la leadership è “l’arte di riuscire a far fare a qualcuno quello che tu vuoi perché lui lo desidera”. Qualunque sia il mestiere per cui è destinato il nostro candidato, meglio che sia padrone (o almeno consapevole) delle principali tecniche della persuasione: reciprocità, simpatia, riprova sociale, autorevolezza, scarsità e coerenza.

3. Il saper decidere e lavorare in gruppo.

Chi mai vorrebbe una persona incapace di muovere un foglio senza ricevere un ordine scritto? Oppure inadeguato nel lavoro di squadra? Qualunque neoassunto deve essere in grado di valutare le opzioni che gli si presentano, scegliere in autonomia, ma anche saper giudicare il consiglio di altri.

4. L’essere in grado di condurre piccole trattative.

Almeno quelle, le piccole negoziazioni che nella vita si presentano a chiunque, le deve saper intavolare con successo. Il colloquio di lavoro è un buon banco di prova, la posta in gioco è l’assunzione, ed è il candidato quello che deve “vendere” se stesso, ovvero le proprie capacità e competenze.

5. Il saper comunicare in modo efficace.

Buona parte del successo sociale e lavorativo è legato alle abilità comunicative di una persona. Certamente le capacità comunicative del nostro candidato le potremo valutare durante il colloquio, ma molte persone che avrete di fronte avranno già lanciato messaggi attraverso i social media o altri canali di comunicazione più moderni…

Bene! Lo hanno fatto in modo efficace? Sono stati in grado di lanciare un messaggio incisivo?

6. La capacità di aiutare gli altri e l’umiltà di saper chiedere un aiuto.

Non è banale come sembra: le migliori aziende sono quelle dove tra colleghi ci si aiuta, si collabora, si risolvono i problemi anche attraverso il lavoro di squadra. Se chi vogliamo assumere è un individualista, magari anche bravo, ma incapace di aiutare i colleghi, oppure arrogante al punto di voler fare le cose sempre e comunque da solo, anche a costo di sbagliare… allora meglio guardare altrove!

7. L’essere dotato di intelligenza emotiva.

I primi a dare una definizione sintetica ma efficace di questa forma di intelligenza furono i ricercatori Peter Salovey e John D. Mayer, delle Università statunitensi rispettivamente di Yale e del New Hampshire nel 1990, che la descrissero come “l’abilità di controllare i sentimenti e le emozioni proprie e altrui, di distinguerle tra loro e di utilizzare tali informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni“.

Può essere misurata in base a quattro parametri: 1) la capacità di riconoscere le proprie emozioni, 2) la capacità di gestire e regolare le proprie emozioni, 3) saper riconoscere e comprendere le emozioni negli altri, 4) capacità di coordinare i tre punti precedenti al fine di aumentare le proprie capacità relazionali.

Conviene che chi decidiamo di assumere sia molto dotato sul fronte dell’intelligenza emotiva.

8. La capace di gestire lo stress.

Questo mondo è un generatore incessante di elementi stressogeni… con buona probabilità anche nell’azienda dove verrà collocato il neoassunto vi saranno fonti di stress. Meglio a questo punto selezionare una persona che lo stress lo conosce e, soprattutto, lo sa gestire.

Definite le otto soft skills che vanno ricercate in ogni candidato, tu come fai a valutarle in chi hai di fronte? Hai dei trucchi che metti in atto durante il colloquio preassuntivo?

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Riferimenti bibliografici

Cialdini, R. B. (2001). Influence: science and practice (4th ed.). Boston: Allyn & Bacon. (Originariamente pubblicato nel 1984).
Gallup. (2013). State of the Global Workplace report Employee Engagement Insights and Advice for Global Business Leaders
Rosso G.L. (2019). Motivare ed essere motivate. Consigli e dimostrazioni scientifiche per riuscire a motivare chiunque. Autopubblicato
Salovey, P., & Mayer, J. D. (1990). Emotional intelligence. Imagination, cognition and personality, 9(3), 185-211.

 

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Gian Luca Rosso
PhD in psicologia, neuroscienze e statistica medica, medico e ricercatore indipendente. Vive a Cuneo e lavora sia come Medico del Lavoro consulente ed esperto in salute e benessere nei luoghi di lavoro, sia come Medico del Servizio di Emergenza Sanitaria (118) del Sistema Sanitario Nazionale. Autore di numerosi studi scientifici, capitoli e manuali dai contenuti medici e psicologici e, della collana "Le mie soft skills" (https://www.amazon.com/author/gianlucarosso). È autore de "https://www.lemiesoftskills.com/", portale dove condivide centinaia di tecniche per lo sviluppo e il miglioramento delle soft skills.