L’importanza dell’Ascolto Attivo a lavoro

 

 

“Mi stai ascoltando?” L’importanza dell’Ascolto Attivo a lavoro

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L’incapacità di comunicare è il risultato dell’incapacità di ascoltare davvero ciò che viene detto

Carl Rogers

di Manuela RossiniRaffaele LandolfiFederica Cominelli

Quante volte ci è capitato di non sentirci ascoltati dalla persona che abbiamo di fronte? Diversi segnali ci hanno fatto capire la disattenzione del nostro interlocutore: lo sguardo perso, l’attenzione rivolta al cellulare o allo schermo del pc. Quante volte, però, anche noi non abbiamo ascoltato davvero quanto un’altra persona cercava di comunicarci? Magari preoccupati da altri pensieri, dalle scadenze, dal “rumore” del nostro quotidiano.

In questi due esempi, l’attività di entrambi i protagonisti è quella del Sentire, che si discosta nettamente dall’ascolto, in particolar modo dall’ascolto attivo.

L’attività del “sentire” è la semplice funzione fisiologica dell’orecchio che capta indistintamente tutti i suoni che arrivano dall’ambiente esterno, siano essi legati ad una comunicazione proveniente da altri o dal rumore ambientale. E’ un’attività passiva in cui non entra in gioco nessun tipo di sforzo attentivo o cognitivo. Invece, l’Ascolto Attivo, presuppone la messa in campo della nostra capacità attentiva con l’obiettivo di isolare il rumore esterno in modo tale da poter rimanere focalizzati sull’altro e su ciò che sta cercando di comunicarci.

L’Ascolto Attivo è basato principalmente sull’esercizio dell’empatia e dell’accettazione. Di fatti, è alla base della creazione di rapporti interpersonali positivi basati sul sincero interesse per il mondo dell’altro e l’astensione del giudizio da parte di chi ascolta. 

Spesso, però, forse anche a causa dell’epoca “rumorosa” in cui viviamo, l’ascoltare attivamente qualcuno può risultare difficoltoso, soprattutto se non abbiamo mai allenato questo tipo di attenzione focalizzata. Questo “rumore” si può presentare in diverse forme e possiamo dividerlo in due categorie ben distinte:

  • Ostacoli Esterni: 
    • Il telefono che squilla;
    • Il vociare di altre persone intorno a noi; 
    • Comunicare in ambienti rumorosi.
  • Ostacoli Interni: 
    • Pensare alla risposta da dare all’altro mentre sta ancora parlando;
    • Pensare che non sia importante per noi; 
    • Pensare ad altre cose che ci preoccupano.

Questi sono solo alcuni esempi dei numerosi ostacoli, sia esterni che interni, che rendono difficile la messa in atto di un tipo di ascolto che si possa definire davvero attivo e partecipato, che ci consenta di entrare davvero in risonanza con il mondo interno del nostro interlocutore, capire davvero ciò che vuole comunicarci e quali possono essere i suoi bisogni. Al contrario, la mancanza di ascolto attivo può portare ad una serie di criticità che possono potenzialmente rendere i rapporti con gli altri più difficoltosi, e provocare:

  • Incomprensioni;
  • Conflitti;
  • Comunicazione non efficace;
  • Condizioni di stress.

Tutto questo, chiaramente, andrà poi ad influire non solo sul benessere percepito dalle persone che lavorano insieme ma anche a livello aziendale e organizzativo con un calo della coesione tra colleghi e un passaggio errato di informazioni che può esitare in una difficoltà ulteriore nel raggiungimento degli obiettivi prefissati.

L’Ascolto Attivo, cosi come l’Empatia e le altre competenze legate all’Intelligenza emotiva, può essere appreso e incrementato. Sviluppare le soft skill dei propri collaboratori e dei propri manager dovrebbe essere uno degli obiettivi primari di aziende orientate al successo. La spiccata capacità di comprendere i sentimenti e i bisogni degli altri attraverso un ascolto attivo e un sincero interesse che ci permetterà di creare relazioni solide, autentiche ed empatiche con le persone con le quali collaboriamo divengono, insieme alle altre abilità, le basi che contribuiranno a renderci persone, lavoratori e leader migliori, raggiungendo, di conseguenza, un maggiore successo lavorativo.

A questo scopo, abbiamo creato ENJOY TEAM, una Masterclass di upskilling che si rivolge a persone che lavorano in team e collaborano al fine di raggiungere un obiettivo comune, condizionando positivamente il cambiamento, attraverso una dimensione relazionale che influenza in maniera decisiva e positiva il benessere di chi lavora e la performance lavorativa personale e aziendale.

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Risorse Umane e Benessere Organizzativo
PEOPLEwellBe Risorse Umane e Benessere Organizzativo osserva come Mission il miglioramento della vita del lavoratore in azienda, attraverso progetti di Wellbeing, Assessment & Training, Education & Welfare che favoriscono lo sviluppo e le potenzialità delle Risorse umane, la Salute psicologica e la promozione del Clima e del Benessere organizzativo.