intelligenza emotiva nei team

Intelligenza emotiva nei team

Intelligenza emotiva: Cos’è? Perché è così importante?

di BEmyTALENT

L’intelligenza emotiva viene definita come l’abilità di percepire ed esprimere le emozioni, di saperle utilizzare, comprendere e gestire, in sé stessi e negli altri. Più nello specifico, si riferisce alla capacità di saper riconoscere l’informazione trasmessa dalle emozioni individuandone le cause e le possibili conseguenze, sapendo classificare e descrivere accuratamente emozioni e stati d’animo anche complessi, sapendovi riflettere ed integrandoli nei processi cognitivi, in maniera adattiva, per migliorare l’attività di pensiero di problem solving, di decision making e di progettazione. (Mayer & Salovey, 1997).

Il concetto di Intelligenza Emotiva (IE) venne formulato nel 1990 da due psicologi statunitensi, Peter Salovey e John D. Mayer e, grazie al loro lavoro, è stato sistematicamente definito e investigato, acquisendo sempre maggior risalto nella letteratura psicologica e delle Neuroscienze oltre a divenire oggetto di studio nell’ambito dell’organizzazione aziendale e delle Risorse Umane.

Infatti, diversi studi evidenziano che si tratta di una competenza indispensabile per i team ed i manager, i quali si trovano a dover gestire e coordinare un gruppo di collaboratori. La ricerca, inoltre, rivela che l’intelligenza emotiva è un importante fattore predittivo delle prestazioni nei team; infatti, la presenza di un elevato grado di IE è correlata ad un miglioramento del comportamento sul posto di lavoro, in particolare il comportamento nei team di lavoro, il quale contribuisce ad ottenere migliori risultati e migliori performarce.

Nel corso degli anni psicologi e studiosi del settore hanno proposto differenti modelli teorici, definizioni e caratteristiche di IE. Tuttavia, fattore comune, è l’importanza rivestita dalla consapevolezza emotiva e dalla gestione delle emozioni, abilità fondamentali dell’intelligenza emotiva.

In questo articolo prenderemo in considerazione il principale modello teorico di Intelligenza Emotiva proposto da Salovey e Mayer.

Intelligenza Emotiva secondo Salovey e Mayer

Inizialmente gli psicologi Salovey e Mayer elaborarono il concetto d’intelligenza emotiva, definito come la capacità di percepire, integrare e regolare le emozioni allo scopo di facilitare il pensiero e promuovere la crescita personale.

Tuttavia, dopo aver condotto diverse ricerche, modificarono tale definizione, introducendo la capacità di percepire con precisione le emozioni, di generarle e di comprenderle così da regolarle in maniera riflessiva al fine di promuovere la propria crescita emotiva e intellettuale oltre ad incrementare e favorire le relazioni sociali.

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intelligenza emotiva

Nello specifico, secondo il modello di Salovey e Mayer, l’intelligenza emotiva comprende quattro diverse abilità, strettamente correlate l’una all’altra, ovvero:

  • Percepire correttamente, valutare ed esprimere le emozioni proprie e altrui
  • Ricorrere alle emozioni che favoriscono i processi di pensiero
  • Comprendere le emozioni, il linguaggio emotivo e i segnali emotivi
  • Gestire le emozioni al fine di raggiungere gli obiettivi

La percezione delle emozioni, aspetto fondamentale dell’intelligenza emotiva, si riferisce alla capacità di percepire ed esprimere le emozioni proprie e altrui, di identificare l’emozione all’interno dei propri stati fisici e psicologici, di discriminare tra un’adeguata e inadeguata espressione delle emozioni, ma anche di riconoscere le emozioni nelle espressioni facciali e posturali altrui.

La facilitazione emotiva del pensiero consiste nell’abilità di impiegare le emozioni per facilitare il pensiero, la creatività, il problem solving, il ragionamento e la presa di decisioni. Le emozioni positive possono facilitare la definizione di piani futuri, possono alternare l’organizzazione della memoria in modo da permettere l’integrazione di materiale cognitivo e mettere in relazione idee diverse, permettono di mettere a fuoco i bisogni più pressanti, motivano e supportano l’individuo nell’adempimento di complessi compiti intellettuali.

La comprensione delle emozioni è la capacità di capire le emozioni, distinguendo un’emozione dall’altra ed utilizzando le parole adatte per descriverle, di comprenderne le variazioni e la loro evoluzione nel tempo.

La gestione delle emozioni presuppone la capacità di monitorare e discriminare accuratamente le emozioni proprie e altrui, potenziarle, contenerle o modificarle, e utilizzare strategie per regolarle valutandone l’efficacia in maniera tale da raggiungere gli obiettivi prefissati.

A ciascuna delle suddette capacità appartengono diverse competenze emotive, intese come le abilità pratiche dell’individuo necessarie all’instaurazione e al mantenimento di relazioni positive con gli altri. Tuttavia, tali competenze non sono innate, ma possono essere apprese, sviluppate e migliorate anche allo scopo di raggiungere prestazioni lavorative e di leadership importanti. Ciascun individuo è dotato di un’intelligenza emotiva “generale” fin dalla nascita e il grado di tale intelligenza determina la probabilità – più o meno elevata – di apprendere e sfruttare, in un secondo momento, le competenze emotive di cui sopra.

Pertanto, l’intelligenza emotiva è uno strumento fondamentale nell’ambito del successo lavorativo.

Inoltre, la presenza di un elevato grado d’intelligenza emotiva – intesa come la capacità di percepire, riconoscere e gestire correttamente le proprie ed altrui emozioni – dovrebbe apportare, teoricamente, effetti benefici in tutti gli aspetti della vita quotidiana dell’individuo.

Nello specifico, avere rapporti sociali, familiari e sentimentali migliori; essere percepiti dagli altri in maniera più positiva rispetto ad individui con scarsa intelligenza emotiva; essere in grado di instaurare migliori rapporti in ambito lavorativo rispetto a chi non ha, o ha un basso livello, di intelligenza emotiva; avere una maggior probabilità di comprendere sé stessi e di prendere decisioni corrette basandosi sia sulla logica che sulle emozioni; avere un rendimento scolastico migliore; godere, quindi, di un benessere psicologico maggiore.

Con questa consapevolezza, nasce BEmyTALENT, progetto di HRtalent che si pone l’obiettivo di potenziare l’intelligenza emotiva in azienda e, più nello specifico, sviluppare l’intelligenza emotiva nei team di lavoro.

Infatti, dopo un’iniziale fase di conoscenza dell’organizzazione aziendale, attraverso una fase di MapSkill , vengono misurate scientificamente le abilità emotive e organizzative dell’intelligenza emotiva, così da valorizzare le IE-skill possedute e sviluppare le IE-skill non sfruttate in modo completo, al fine di raggiungere il successo lavorativo e garantire migliori performance individuali e di gruppo oltre ad un’elevata soddisfazione lavorativa ed un maggior attaccamento alla propria organizzazione.

Il progetto è assolutamente innovativo nel suo genere perché da una MapSkill individuale si intraprende una DevelopSkill individuale o di gruppo, fase in cui vengono sviluppate e potenziate le IE-skill. Inoltre il progetto prevede una fase certificata di Upgrade con test-retest e validazione delle competenze acquisite ed in progress.

Come affermato da Mayer e Salovey (1997): “Una persona non può essere considerata davvero intelligente se non è in grado di integrare le emozioni nei processi di pensiero”.

BEmyTALENT
Emotional Intelligence in Teamwork
BEmyTALENT è un progetto di HRtalent che si pone l’obiettivo di potenziare l’intelligenza emotiva in azienda e, più nello specifico, sviluppare l’intelligenza emotiva nei team di lavoro. Il progetto è assolutamente innovativo perché da una MapSkill individuale si intraprende una DevelopSkill individuale o di gruppo, fase in cui vengono sviluppate e potenziate le IE-skill. Infine, una fase di UpgradeSkill, ovvero un sistema di validazione scientifico test-retest, per la verifica delle competenze dell’intelligenza emotiva acquisite ed in progress e misurazione dei KPI riscontrabili nei comportamenti emotivamente intelligenti del team e del singolo nella performance lavorativa.