La valutazione delle competenze all’interno delle organizzazioni

 

 

 

La valutazione delle competenze all’interno delle organizzazioni 

La Valutazione è un processo di valorizzazione orientato al miglioramento. Non è tesa a penalizzare o ad emettere giudizi sulla persona o sul suo valore assoluto, bensì a porre in relazione le caratteristiche della persona con gli obiettivi dell’organizzazione. Lo scopo è di far sì che per ciascun lavoratore venga espresso, periodicamente e in base a criteri omogenei un giudizio, non personale, sul rendimento e le caratteristiche professionali che si estrinsecano nell’esecuzione del lavoro.

di Manuela Rossini – PEOPLEwellBe

All’interno di ogni organizzazione il processo di valutazione delle competenze ha un significato gestionale ben preciso, infatti rappresenta lo strumento attuativo delle strategie di crescita e sviluppo di un’azienda, analizzando la dimensione, le caratteristiche e l’apporto professionale di ciascun individuo presente, ovvero il capitale intellettuale composto da conoscenze e competenze e, in definitiva, il contributo fornito da ciascuna risorsa al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Nello specifico, dopo una fase preliminare di definizione dei ruoli e dei loro obiettivi e competenze da un lato, e degli indicatori di performance dall’altro, vengono valutate, mediante il supporto di questionari appositamente strutturati, le competenze professionali e le qualità personali necessarie per la corretta esecuzione dei compiti assegnati, i risultati conseguiti, la qualità del lavoro, l’impegno, il coinvolgimento e il comportamento generale sul lavoro oltre la crescita professionale. 

Obiettivo ultimo è stabilire gli interventi più appropriati da mettere in campo, tra cui corsi di formazione e training specifici oppure incentivi economici commisurati all’incremento di performance cui si punta e alle competenze già raggiunte. 

Tuttavia, per quanto si cerchi di essere il più obiettivi possibile, nessuno di noi è immune dalle distorsioni cognitive messe in atto nei processi di valutazione e giudizio in quanto ogni giudizio è connesso ad un fattore percettivo e, quindi, ad una visione della realtà filtrata soggettivamente dal valutatore la quale pregiudica l’applicazione di criteri omogenei. Inoltre, non è semplice osservare una competenza nel suo insieme perché composta sia di elementi oggettivi e quantificabili ovvero la conoscenza e le abilità sia di elementi non visibili, che sfuggono a prima vista.

Per questi motivi molto spesso si corre il rischio di non valutare in modo efficace, pregiudicando la possibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati attraverso l’utilizzo consapevole delle proprie risorse.

Questo si può evitare mediante il supporto di questionari scientifici appositamente strutturati per misurare le abilità, le funzioni esecutive, ma soprattutto, gli elementi meno visibili. Tra gli strumenti più completi per la mappatura e la valutazione delle competenze i questionari di personalità, le interviste strutturate e semi-strutturate, il role playing, i questionari ad hoc su competenze specifiche, l’osservazione diretta della risorsa, le prove “in-basket”, i questionari motivazionali e i colloqui individuali per individuare le competenze meno osservabili.

Ad esempio, una prova ben articolata e complessa che fornisce molti input e restituisce risultati completi nonostante la facile somministrazione è l’in-basket ovvero una prova in cui viene chiesto alla risorsa di impersonare il nuovo responsabile di un’attività chiamato a rispondere a tutte le richieste che quotidianamente vengono lasciate nel suo cestino, il “basket”. La risorsa decide quali gestire immediatamente, quali delegare, quali rimandare o quali approfondire verificando così se la persona è in grado di organizzare le informazioni, capire quali sono i problemi dando loro la giusta priorità e prendere le decisioni.

PEOPLE10

La valutazione delle competenze aiuta, dunque, l’azienda a sopravvivere e a crescere, dando i giusti segnali per agire tempestivamente adeguando il personale alle esigenze interne, nel rispetto degli obiettivi aziendali, analizzando mansioni, compiti, posizioni e ruoli presenti.

Data l’importanza e il potere strategico che il processo di mappatura e valutazione delle competenze riveste all’interno di ogni organizzazione e alla luce della top 10 delle soft skills indispensabili nel futuro del lavoro, redatta dal World Economic Forum, è nato PEOPLE10, progetto che si pone l’obiettivo, attraverso due training appositamente strutturati, di misurare e potenziare le 10 soft skills in azienda e, più nello specifico, allenare le 10 soft skills per accrescere il potenziale nei manager e nei team di lavoro, migliorando, di conseguenza, le prestazioni. 

Il progetto si struttura in più fasi. Infatti, dopo un’iniziale fase di conoscenza dell’organizzazione aziendale e pianificazione, attraverso una fase di MAP individuale, vengono misurate scientificamente le soft skills, garantendo la validità e l’oggettività dei risultati, in modo da valorizzare le skills possedute e sviluppare quelle non sfruttate in modo completo, al fine di raggiungere il successo lavorativo e garantire migliori performance individuali e di gruppo oltre ad un’elevata soddisfazione lavorativa. 

Durante la seconda fase DEVELOP, infatti, si sviluppano tali abilità, attraverso appositi training personalizzati, colmando così il divario tra skills possedute e non sfruttate in modo completo.

Peculiarità del progetto è proprio la sua suddivisione in due training e, quindi, la possibilità di scegliere il più adatto a rispondere alle esigenze specifiche di un’azienda. 

Nello specifico, mediante il BRAIN TRAINING vengono individuate, tramite Test Cognitivi scientifici e un colloquio individuale post test, e successivamente potenziate, le capacità di sviluppare il Pensiero critico, la Capacità di giudizio e di Decision-making, il Problem-solving, la Flessibilità cognitiva, la Creatività e la Gestione delle persone. 

Infatti, BRAIN TRAINING si rivolge a leader e manager che si trovano ad affrontare scenari organizzativi e di mercato sempre più complessi e in continua trasformazione e sono alla ricerca di soluzioni innovative volte a garantire una maggiore competitività.

Nello specifico, al fine di potenziare tali abilità, la fase DEVELOP del BRAIN TRAINING è composta da appositi training quali l’Empowerment cognitivo on line, il LEGO Serious Play e il PeopleManagement.

L’ENJOY TRAINING, invece, si traduce in un team più produttivo e focalizzato verso il risultato e performance lavorative di successo.

Infatti, rivolto a persone che lavorano in team e cooperano al fine di raggiungere un obiettivo comune, potenzia le abilità di Intelligenza emotiva, Collaborazione, Negoziazione e Orientamento al servizio, ovvero quelle competenze fondamentali per raggiungere obiettivi comuni e rispondere al meglio al cambiamento. 

La fase DEVELOP dell’ENJOY TRAINING affronta, quindi, le principali aree di potenziamento di un team di lavoro quali: Autocontrollo emotivo, Tenacia e Adattabilità, Empatia e Orientamento al cliente, Consapevolezza organizzativa e Lavoro di gruppo.

Vengono, inoltre, allenate le competenze di Visione delle priorità, Capacità organizzativa e Visione d’insieme.

Infine, viene fornita all’azienda un’ulteriore possibilità, ovvero scegliere se ripetere la fase MAP e, quindi, adottare il sistema di validazione scientifico test-retest, per la verifica delle competenze acquisite e in progress. 

Potenziare le qualità e le competenze individuali al fine di raggiungere il miglior rapporto performance-benessere organizzativo e individuale è ciò su cui si fonda PEOPLE10. 

 

Questo articolo è offerto da: 

PEOPLEwellBe
Risorse Umane e Benessere Organizzativo
PEOPLEwellBe Risorse Umane e Benessere Organizzativo osserva come Mission il miglioramento della vita del lavoratore in azienda, attraverso progetti di Wellbeing, Assessment & Training, Education & Welfare che favoriscono lo sviluppo e le potenzialità delle Risorse umane, la Salute psicologica e la promozione del Clima e del Benessere organizzativo.