Reinventare le Academy aziendali – intervista a Ruggero Cesaria, Dario Forti, Raoul Nacamulli

Reinventare le Academy aziendali

Dal Tempio Greco al Learning Hub

Dialogo con Ruggero Cesaria, Dario Forti e Raoul Nacamulli a cura di Fulvio Palmieri

Le Academy aziendali non possono più essere considerate soltanto un catalogo di corsi o un contenitore di iniziative formative. In un contesto in cui competenze, tecnologie, modelli di business e modalità di apprendimento cambiano rapidamente, l’Academy diventa sempre più uno spazio strategico per sostenere lo sviluppo continuo, la cultura organizzativa, la condivisione del sapere e la costruzione di competenze distintive.

In questo incontro, Ruggero Cesaria, Dario Forti e Raoul Nacamulli, autori del volume Reinventare le Academy aziendali. Dal Tempio Greco al Learning Hub, edito da FrancoAngeli, approfondiscono l’evoluzione delle Academy: dal modello originario centrato sul luogo fisico e sulla trasmissione top-down del sapere, fino alle forme più attuali di Learning Hub, comunità di pratica, Academy di mestiere e sistemi di apprendimento integrati nel lavoro.

Ruggero Cesaria è responsabile globale dell'ecosistema di apprendimento di Stellantis e si occupa di gestione del cambiamento. Ha scritto articoli e saggi su temi di management e di sviluppo organizzativo.

Dario Forti è psicologo e consulente di sviluppo organizzativo. E senior partner e membro del CdA di MODUS società benefit. Ha scritto articoli e libri su temi dello sviluppo organizzativo, della formazione e della psicosocioanalisi.

Raoul Nacamulli è professore di Organizzazione Aziendale. Ha insegnato all'Università di Milano-Bicocca e all'Università Bocconi e ha fondato OpenOrg, una boutique di consulenza che opera nell'area dello sviluppo organizzativo.

Un breve riassunto dell’incontro con i punti chiave

1. Le Academy stanno vivendo una trasformazione profonda

Le Academy non nascono oggi, ma oggi stanno cambiando funzione, struttura e modalità operative. Non sono più solo luoghi dedicati alla formazione manageriale o alla socializzazione dei valori aziendali, ma ambienti più aperti, ibridi e connessi, capaci di coinvolgere dipendenti, manager, clienti, fornitori, territori e comunità professionali.

2. Dal “Tempio Greco” al “Learning Hub”

Il modello storico dell’Academy era spesso associato a un luogo fisico, quasi rituale, in cui le persone venivano chiamate per apprendere, condividere valori e rafforzare l’identità aziendale. Oggi il paradigma si sposta verso il Learning Hub: una rete di luoghi, piattaforme, comunità e relazioni in cui il sapere non viene solo trasmesso dall’alto, ma circola tra più nodi dell’organizzazione.

3. L’apprendimento entra nel flusso del lavoro

Un passaggio centrale riguarda il concetto di apprendimento nel flusso di lavoro. Le attività formative non sono più necessariamente separate dal lavoro quotidiano, ma sempre più integrate nei processi, nelle piattaforme digitali, nelle comunità interne e nello scambio diretto tra persone che possiedono esperienze e conoscenze diverse.

4. L’Academy costruisce cultura organizzativa

Uno dei temi più rilevanti emersi è il ruolo culturale dell’Academy. Non serve solo a trasmettere competenze tecniche, ma anche a creare linguaggio comune, identità, senso di appartenenza e continuità del sapere. Questo aspetto diventa particolarmente importante nelle organizzazioni internazionali, nei gruppi cresciuti tramite acquisizioni e nelle aziende che devono integrare popolazioni professionali diverse.

5. Le tre fasi del ciclo di vita dell’Academy

Gli autori individuano tre fasi principali nello sviluppo di un’Academy:

  • startup, cioè costruzione dell’identità, dei common ground e delle prime condizioni di apprendimento;
  • diversità e interdipendenza, cioè integrazione tra diverse aree, funzioni, territori e comunità professionali;
  • capabilities, cioè passaggio dalle competenze generiche alle competenze distintive che generano valore specifico per l’organizzazione.

6. Le Academy di mestiere sono decisive per il contesto italiano

Particolare attenzione è stata dedicata alle Academy di mestiere, molto rilevanti per le imprese italiane, soprattutto nei settori manifatturieri, artigianali, tecnici e distrettuali. Qui l’apprendimento non riguarda solo contenuti teorici, ma anche abilità pratiche, manualità, esperienza incorporata, affiancamento, mentorship e trasferimento del saper fare.

7. Per le PMI serve un approccio realistico

Le piccole e medie imprese difficilmente possono replicare i modelli delle grandi corporation. Possono però costruire percorsi più agili, aderire a iniziative territoriali, sviluppare Academy condivise, valorizzare il know-how interno e integrare strumenti digitali accessibili. La condizione fondamentale resta il commitment della proprietà e una funzione HR capace di dare struttura al progetto.

8. Prima della piattaforma serve una domanda strategica

Uno dei passaggi più concreti dell’incontro riguarda il punto di partenza: prima di acquistare piattaforme o costruire cataloghi formativi, un’azienda dovrebbe chiedersi perché vuole creare un’Academy, quali obiettivi intende raggiungere, quali stakeholder vuole coinvolgere e in quale fase di sviluppo si trova.

 

Reinventare le Academy AziendaliIl libro

Reinventare le Academy aziendali. Dal Tempio Greco al Learning Hub
Autori: Ruggero Cesaria, Dario Forti, Raoul Nacamulli
Editore: FrancoAngeli
Data di pubblicazione: 24 marzo 2026
ISBN: ‎9788835187455

Disponibile su Amazon

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Reinventare le Academy aziendali – recensione

 

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