Allenare all’inclusione. Mindset, linguaggio e pratiche quotidiane per cambiare persone e organizzazioni – di Linda Serra
Recensione
Il merito principale di Allenare all’inclusione consiste probabilmente nella scelta di non affrontare la DEI né come materia esclusivamente normativa né come repertorio di buone intenzioni. Linda Serra prova piuttosto a ricostruire il percorso che conduce dalla comprensione della diversità alla trasformazione dei comportamenti e, infine, dei processi organizzativi. È una distinzione importante, soprattutto in un momento in cui il dibattito sull’inclusione tende facilmente a polarizzarsi tra adesione retorica e rifiuto ideologico.
Il libro parte dalle fondamenta teoriche — intersezionalità, equità, appartenenza, bias, stigma — ma utilizza un linguaggio deliberatamente accessibile. L’approccio che l’autrice definisce “POP” è riconoscibile nell’uso di riferimenti alla cultura di massa, casi, film e situazioni quotidiane per rendere comprensibili concetti che hanno alle spalle una letteratura scientifica e sociale molto più ampia. Zootopia, per esempio, diventa un modo per discutere di pregiudizio ed equità senza impoverire completamente il problema.
Questa impostazione rappresenta allo stesso tempo la forza e il limite del volume. Chi cerca una trattazione specialistica dell’intersezionalità, degli unconscious bias o delle disuguaglianze organizzative dovrà necessariamente rivolgersi anche ad altre fonti. Serra privilegia la sintesi e l’applicabilità, non l’approfondimento monografico. È però una scelta coerente con la natura del libro: più che un trattato, è uno strumento di lavoro destinato a chi deve confrontarsi concretamente con persone, decisioni e organizzazioni.
Particolarmente convincente è il passaggio dalla presenza delle diversità alla qualità dell’inclusione. Il libro ricorda che un’organizzazione può essere statisticamente diversificata e rimanere culturalmente omogenea; può possedere policy formalmente corrette e continuare a produrre covering, conformismo e barriere invisibili. È qui che il discorso assume maggiore interesse manageriale, perché costringe a interrogarsi non soltanto su chi entra in azienda, ma su chi riesce a parlare, a essere riconosciuto, a crescere e a incidere sulle decisioni.
Anche la parte finale evita una contrapposizione troppo semplice tra valori e risultati economici. L’inclusione può produrre benefici in termini di innovazione, attrattività, reputazione e comprensione dei mercati, ma ridurla soltanto al suo rendimento significherebbe impoverirne la portata. Più interessante è considerarla, come suggerisce il volume, una componente della qualità organizzativa e della capacità di leggere sistemi sociali sempre più complessi.
Nel complesso, Allenare all’inclusione è un libro utile soprattutto per chi opera nelle Risorse Umane, nella formazione e nella gestione delle persone e cerca un testo capace di collegare concetti, linguaggio e pratiche senza trasformare la DEI in una successione di slogan. Il verbo scelto nel titolo è appropriato: l’inclusione non viene presentata come uno stato che un’organizzazione può dichiarare di aver raggiunto, ma come una competenza collettiva che richiede esercizio, osservazione e correzione continua. È forse questo il messaggio più solido del volume.
Allenare all’inclusione.
Mindset, linguaggio e pratiche quotidiane per cambiare persone e organizzazioni
Autrice: Linda Serra
Editore: EGEA
Data di pubblicazione:12 giugno 2026
ISBN-13 : 979-1222931142
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