Pensiero critico e Decision-Making, le soft skills del futuro

 

Pensiero critico e Decision-Making, le soft skills del futuro

Quali saranno le competenze che i recruiter e, in generale, il mondo del lavoro ricercheranno maggiormente in futuro? Quali competenze saranno indispensabili per affrontare l’inesorabile avanzata delle nuove tecnologie e il continuo cambiamento del mercato del lavoro?

di Manuela Rossini – PEOPLEwellBe

Il World Economic Forum (WEF) ha fornito una risposta, stilando la top ten delle competenze che i selezionatori del 2020 cercheranno con più frequenza. Al secondo posto di questa classifica appare il “critical thinking” ovvero il pensiero critico.

Ma cos’è esattamente il pensiero critico? E, soprattutto, perché è così importante in ambito lavorativo?

Il pensiero critico è la capacità di analizzare informazioni ed esperienze in modo oggettivo traendo informazioni dall’osservazione, dall’esperienza, dal ragionamento o dalla comunicazione. Si fonda sul tentativo di andare aldilà della parzialità del singolo soggetto: i suoi valori fondamentali sono la chiarezza, l’accuratezza, la precisione e l’evidenza”.

Quindi, si tratta di una competenza cognitiva, un tipo di pensiero il cui obiettivo è quello di raggiungere un giudizio solido mediante i processi mentali di analisi, valutazione e inferenza, analizzando le informazioni, le esperienze e le situazioni nel modo più oggettivo possibile. Fondamentale è, infatti, non lasciarsi influenzare dalle proprie impressioni soggettive e, soprattutto, dai pregiudizi, i quali inficiano la realtà.

Un buon pensatore, dunque, è in grado di riconoscere e tenere sotto controllo i fattori che influenzano i pensieri e i comportamenti, propri e altrui, al fine di prendere decisioni ottimali.

Infatti, questa competenza è strettamente collegata con la capacità di problem solving e, quindi, di risoluzione di problemi e di decision-making, la capacità di prendere decisioni, anch’esse presenti nella classifica del WEF. A conferma di ciò, Robert H. Ennis, pedagogista e psicologo cognitivo, definisce il pensiero critico come “un pensiero razionale e riflessivo focalizzato a decidere cosa pensare o fare”.

Appare evidente, dunque, il perché queste competenze risultano fondamentali in ambito lavorativo, in particolar modo per i manager, i quali quotidianamente si trovano a dover prendere decisioni strategiche e ottimali e affrontare nuove situazioni assumendo una posizione personale in merito.

Data la sua importanza all’interno del contesto lavorativo, la domanda sorge spontanea: è possibile sviluppare il pensiero critico?

La risposta è . Tale competenza si sviluppa attraverso la curiosità del soggetto e l’interesse ad acquisire e a mantenere informazioni adeguate, avendo fiducia e tenacia nei processi di indagine ponderata, comprendendo le opinioni altrui e contrastando i propri bias, pregiudizi, stereotipi o tendenze egocentriche, aspetti imprescindibili in special modo per chi lavora in team.

È necessario sviluppare, in sintesi, l’attitudine a non fermarsi alla superficie delle cose, producendo un pensiero basato su parametri il più possibile oggettivi, analizzando differenti ipotesi e punti di vista al fine di prendere la decisione migliore e il più possibile aderente alla realtà, tenendo a bada le intuizioni e, come affermato dallo stesso Robert H. Ennis, adottare tre strategie fondamentali che riguardano la capacità di riflettere, senza affidarsi a giudizi impulsivi, di motivare ponendosi e ponendo continue domande e di cercare alternative. Infatti, un buon pensatore deve essere in grado di reperire il maggior numero di informazioni, di analizzarle e valutarle con scrupolo traendo una sintesi equilibrata per poi riferire, in modo chiaro, la sua conclusione, al fine di indicare al proprio team la rotta da seguire e la soluzione più affidabile e sicura.

Il suo contributo risulta, insomma, preziosissimo durante la fase del decision-making e, quindi, saper scegliere la soluzione migliore tra due o più alternative possibili.

Sviluppare il pensiero critico appare, quindi, una vera e propria necessità poiché quando non si utilizza, si confondono le proprie interpretazioni personali con la realtà dei fatti e questo, oltre a rendere complesso prendere buone decisioni, ostacola la creazione di relazioni efficaci.

#PEOPLE10

Alla luce dell’importanza che il pensiero critico e il decision-making ricoprono all’interno del contesto organizzativo e con la consapevolezza che il loro sviluppo è possibile solo grazie all’esercizio, mediante il quale si valorizzano la capacità di riflessione e di ragionamento, è nato PEOPLE10, progetto che si pone l’obiettivo, attraverso due training appositamente strutturati, BRAIN TRAINING ed ENJOY TRAINING, di misurare e potenziare le 10 soft skills in azienda e, più nello specifico, allenare le 10 soft skills enunciate dal World Economic Forum per accrescere il potenziale nei manager e nei team di lavoro, migliorando, di conseguenza, le prestazioni.

Il progetto si struttura in più fasi. Infatti, dopo un’iniziale fase di conoscenza dell’organizzazione aziendale e pianificazione, si avvia una fase di MAP individuale, dove vengono misurate scientificamente le soft skills, così da valorizzare le skills possedute e sviluppare quelle non sfruttate in modo completo, al fine di raggiungere il successo lavorativo e garantire migliori performance individuali e di gruppo, oltre ad un’elevata soddisfazione lavorativa.

Durante la seconda fase DEVELOP, infatti, si sviluppano tali abilità, attraverso appositi training personalizzati, colmando così il divario tra skills possedute e non sfruttate in modo completo.

Peculiarità del progetto è proprio la sua suddivisione in due training e, quindi, la possibilità di scegliere il più adatto a rispondere alle esigenze specifiche di un’azienda.

#BRAIN TRAINING

Nello specifico, mediante il BRAIN TRAINING vengono individuate, tramite Test Cognitivi scientifici e un colloquio individuale post test, e successivamente potenziate, le capacità di sviluppare il Pensiero critico, la Capacità di giudizio e di Decision-making, il Problem-solving, la Flessibilità cognitiva, la Creatività e la Gestione delle persone.

Infatti, BRAIN TRAINING si rivolge a leader e manager che si trovano ad affrontare scenari organizzativi e di mercato sempre più complessi e in continua trasformazione e sono alla ricerca di soluzioni innovative volte a garantire una maggiore competitività.

Nello specifico, al fine di potenziare tali abilità, la fase DEVELOP del BRAIN TRAINING è composta da appositi training quali l’Empowerment cognitivo on line, il LEGO Serious Play e il PeopleManagement.

Infine, viene fornita all’azienda la possibilità di scegliere se ripetere la fase MAP e, quindi, adottare il sistema di validazione scientifico test-retest, per la verifica delle competenze acquisite e in progress.

Potenziare le qualità e le competenze individuali al fine di raggiungere il miglior rapporto performance-benessere organizzativo e individuale è ciò su cui si fonda PEOPLE10.

PEOPLEwellBe
Risorse Umane e Benessere Organizzativo
PEOPLEwellBe nasce per creare e promuovere Felicità e Benessere organizzativo attraverso progetti di Formazione e Sviluppo, Salute e Rischi Psicosociali ed Education che sostengono la crescita delle aziende, mirano allo sviluppo delle potenzialità delle risorse umane e promuovono la salute psicologica, utilizzano metodi e strumenti d’indagine che favoriscono un clima aziendale positivo, collaborazione, motivazione ed energia nei team, implementando capacità di leadership, problem solving e intelligenza emotiva”

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