Inutilmente complicato. Come semplificare le organizzazioni (e le nostre vite)
Autori: Marco Sampietro e Alexander Maximilian Hiedemann
Editore: FrancoAngeli, 2025
Pagine: 123 – Collana AM – Advanced Management
ISBN: 978-88-351-8226-9
Una guida per manager che vogliono ridare senso e fluidità al lavoro
Con Inutilmente complicato, Marco Sampietro e Alexander Maximilian Hiedemann , offrono una delle riflessioni più chiare e operative sul tema della semplificazione organizzativa, restituendo spessore a una parola spesso banalizzata. Il libro non è un elogio ingenuo della “semplicità a tutti i costi”, ma un vero manuale di discernimento manageriale: distingue con rigore tra complessità inevitabile e complicatezza auto-indotta, offrendo strumenti per gestire la prima e ridurre la seconda.
Dalla diagnosi culturale alla pratica organizzativa
Gli autori, entrambi docenti della SDA Bocconi, affrontano il tema partendo da una constatazione scomoda: nelle aziende, la complessità è spesso un alibi elegante per non cambiare. Il volume smonta questa narrativa mostrando come molte disfunzioni — procedure ridondanti, riunioni infinite, ruoli duplicati, processi in conflitto — non siano il prodotto di contesti difficili, ma di resistenze culturali e bias cognitivi.
Ne deriva una lettura originale: la complicatezza non è solo tecnica, è anche psicologica e simbolica. Ci si complica la vita per sentirsi indispensabili, per apparire sofisticati, per giustificare la lentezza. Il primo passo verso la semplicità è dunque riconoscere i propri “agitatori della complicatezza”, come li chiamano gli autori: protezionismo, incuria, iperspecializzazione, certezza paralizzante, incentivi mal disegnati.
Le leve della semplicità: un lessico operativo per il management
La seconda parte del libro costituisce il cuore operativo dell’opera. Sampietro e Hiedemann elaborano una “cassetta degli attrezzi della semplicità”, una sorta di mappa concettuale che alterna coppie di verbi d’azione:
Togli / Aggiungi – per eliminare il superfluo e introdurre solo ciò che aggiunge valore;
Aggrega / Separa – per decidere quando accorpare e quando differenziare;
Standardizza / Differenzia, Crea ordine / Lascia al caso, Nascondi / Rendi visibile, Migliora / Peggiora: ciascuna coppia è accompagnata da esempi pratici che mostrano come le leve possano coesistere senza contraddirsi.
Il libro propone così un linguaggio semplice ma preciso, utile tanto a chi guida un team quanto a chi progetta processi aziendali complessi.
Dalla semplicità ingenua a quella “intelligente”
Il capitolo conclusivo — Intelligentemente semplici — sintetizza il messaggio principale: la semplicità non è assenza di complessità, ma gestione consapevole della complicatezza.
Gli autori chiariscono che un certo grado di difficoltà è parte del valore dell’esperienza — in un’escape room come in un’organizzazione — ma che tutto ciò che ne costituisce il contorno (procedure, accesso, comunicazione) deve restare fluido.
Esemplare la distinzione tra il “consumatore” che desidera funzioni avanzate e l’“utente” che vuole facilità d’uso: la semplicità intelligente è quella che rende intuitivo il complesso senza impoverirlo.
Due casi emblematici
A chiusura del volume, due casi aziendali opposti ma complementari illustrano come si possa tornare “intelligentemente semplici”:
– una catena internazionale di caffè, che ha semplificato processi e interfacce digitali, concentrando e occultando la complessità;
– una piattaforma di streaming musicale, che ha fatto l’opposto: frammentato le responsabilità, reso visibili i dati, accettato il caos controllato per accelerare l’innovazione.
In entrambi i casi, la semplicità non è riduzione, ma governo lucido della complessità.
Valutazione critica
Sampietro e Hiedemann riescono in ciò che molti testi manageriali non riescono più a fare: coniugare chiarezza divulgativa e solidità concettuale. Il tono è ironico, pratico, realistico, ma la struttura è rigorosa. Ogni capitolo è breve, leggibile, ma densamente connesso a casi concreti e a una solida letteratura (dal BCG Institute for Organization a Ken Segall e Ron Ashkenas, e altri ancora). La trasversalità del metodo lo rende applicabile a tutti i contesti.
In sintesi
Inutilmente complicato è un libro da tenere sulla scrivania più che in libreria. È una bussola per manager, HR, project leader e imprenditori che vogliono semplificare senza banalizzare, rendendo i processi più umani, agili e comprensibili.
Non insegna a “fare meno”, ma a fare meglio con meno attrito — e a ricordare che, spesso, la vera innovazione nasce dalla sottrazione.
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