Il Coaching, un allenamento a uscire dalla zona di comfort
🎯 In questo articolo:
- Perché la prima regola di un coach è l’ascolto profondo del cliente.
- Il ruolo dell’ego nella relazione di coaching e la difficoltà di metterlo temporaneamente da parte.
- Il passaggio dalla zona di comfort alla zona di apprendimento.
- Perché la learning zone può diventare anche una zona di stress.
- Come feedback, fiducia e flessibilità sostengono la crescita del coachee.
La prima regola di un coach sembra banale, ma non lo è affatto.
Un coach eccellente deve innanzitutto mettersi in un vero, reale e profondo ascolto del cliente, e ciò presuppone la capacità di mettere da parte temporaneamente il proprio ego.
Ma spazzare via se stessi dalla relazione, seppur per pochi istanti, è tutt’altro che facile.
Uscire dalla zona di comfort
Comporta una grande abilità e capacità di fare su se stessi quello che un buon coach deve necessariamente allenare nel suo coachee: uscire dalla zona di comfort ed entrare nella zona di apprendimento, là dove sta quel che non sappiamo, quel di cui abbiamo bisogno, quello che desideriamo.
Ma questa learning zone è anche una stress zone, essendo già fuori dal conosciuto.
Nel percorso di coaching, la zona di apprendimento non è presentata come uno spazio comodo o neutro. È il luogo in cui la persona incontra ciò che ancora non conosce, ciò che desidera sviluppare e ciò che può generare tensione proprio perché supera i confini dell’abitudine.
Imparare ad abitarci, o quantomeno a entrare e uscire agevolmente da questa zona, è la chiave di un buon percorso di coaching.
Dall’allenamento alla prestazione eccellente
L’allenamento lo farà diventare una nuova e potenziante convinzione che ci porterà, assieme al cliente, ad avere la peak performance, la prestazione eccellente, a portata di mano.
Un atteggiamento positivo e fiducioso verso le sfide accresce la nostra autostima e, attraverso feedback positivi ma anche critici, impariamo a gestire la critica da chiunque, a percepirne sempre il lato costruttivo o comunque a farlo emergere e sottolinearlo, a rispondere in maniera flessibile alle situazioni problematiche.

Angelo Storari è docente Senior, Istruttore di Psicologia del Benessere, Esperto e Docente di Bioenergetica, Coach Professionista, Vicepresidente Associazione SEI (Scuola Eccellenze Italiane) co-realizzatore del metodo CREA e socio fondatore di CREA (Coaching & Formazione)
Risorse aggiuntive
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Libri consigliati
- Marco Labate, Come ascoltare per migliorare la comunicazione e le relazioni, Youcanprint, 2023
- John Whitmore, Coaching: Come risvegliare il potenziale umano nella vita professionale e personale, Unicomunicazione, 2025
Glossario
Coach: professionista che accompagna il cliente in un percorso di sviluppo, consapevolezza e miglioramento della performance.
Coachee: persona che intraprende un percorso di coaching per lavorare sui propri obiettivi e sulle proprie risorse.
Ascolto profondo: capacità di accogliere realmente ciò che il cliente porta nella relazione, sospendendo giudizi e automatismi.
Ego: la parte di sé che può occupare spazio nella relazione e che il coach deve imparare a mettere temporaneamente da parte.
Zona di comfort: area del conosciuto, dell’abitudine e delle modalità già familiari.
Zona di apprendimento: spazio in cui la persona incontra ciò che non sa ancora, ciò di cui ha bisogno e ciò che desidera sviluppare.
Stress zone: condizione che può emergere quando si esce dal conosciuto e si entra in una situazione nuova o sfidante.
Feedback: restituzione, positiva o critica, che può aiutare la persona a crescere e a rispondere con maggiore flessibilità.
Peak performance: prestazione eccellente, raggiungibile attraverso allenamento, fiducia e sviluppo di nuove convinzioni potenzianti.
FAQ
Qual è la prima regola di un coach?
La prima regola è mettersi in un ascolto vero, reale e profondo del cliente.
Perché il coach deve mettere da parte il proprio ego?
Per fare spazio alla relazione e concentrarsi pienamente sul cliente, senza sovrapporre il proprio punto di vista.
Che cosa significa uscire dalla zona di comfort nel coaching?
Significa entrare in uno spazio di apprendimento, dove si incontrano bisogni, desideri e aspetti ancora non conosciuti.
Perché la zona di apprendimento può essere anche una zona di stress?
Perché si trova fuori dal conosciuto e richiede alla persona di confrontarsi con ciò che non è ancora familiare.
Che ruolo ha il feedback nel percorso di coaching?
Il feedback, anche critico, aiuta a sviluppare flessibilità, autostima e capacità di leggere il lato costruttivo delle situazioni.




