Cambiare abitudini: è facile o difficile?

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Cambiare abitudini: è facile o difficile?

Di fronte alla possibilità di modificare il solito modo di fare per migliorare qualcosa nelle proprie condizioni di vita o di lavoro, a volte ci si chiede se è facile o difficile. Ma le domande giuste sarebbero altre.

di Massimo Fancellu

Durante una recente giornata d’aula passata con un gruppo di funzionari di enti pubblici a parlare di comunicazione one to one al lavoro, quasi in conclusione un partecipante chiede la parola per esporre una sua riflessione: “Effettivamente, grazie a questo corso ora conosco diverse tecniche e strategie utili per affrontare ogni colloquio, che sia esso con un mio collaboratore, collega o superiore, senza parlare a sproposito ma usando domande mirate e funzionali a ciò che mi interessa ottenere. E di questo sono molto contento. Però, intuisco anche che, per poter applicare queste nuove conoscenze, serve cambiare parecchio le proprie abitudini, non puoi fare come fai di solito. E questo, certo che è difficile”.

In quel “Certo che è difficile” ho rivisto, come in un film, grosso modo le stesse parole sentite, quasi in segno di resa, da diverse altre persone all’inizio di altri corsi passati. Che significato dare ad atteggiamenti come questo, in cui sembra prevalere la tentazione di deporre le armi ancor prima di combattere?

Certamente, riconosco che se una cosa non la fai abitualmente, superare un’abitudine non è per niente facile: più ripeti meccanicamente un determinato comportamento, più ti avviluppi dentro uno schema rigido, non aperto a modifiche. D’altro canto, però, una volta che metti in pratica un nuovo modo di agire, diventa più facile farlo o, comunque sempre meno difficile, via via che ti eserciti.

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Perciò, a quel mio corsista non potevo che rispondere invitandolo a ribaltare la prospettiva del suo ragionamento: “Vedi, a volte sbagliamo la domanda. Più che chiederci se cambiare è facile o difficile, dovremmo chiederci in che modo fare diversamente può cambiare la nostra vita, se ci è utile e, quindi, se veramente vogliamo quel tipo di cambiamento”. Detto in altro modo: quanto per me ne vale la pena? La decisione non potrà che dipendere dal fatto di quanto, in quel cambiamento, ci vedo più vantaggi o più  svantaggi. Quel mio corsista, una volta tornato in ufficio, dovrà perciò interrogarsi se e quanto gli interessa realmente risolvere i problemi organizzativi dovuti alla gestione del personale di cui si lamentava in aula. Solo un sì convinto potrà spingerlo a impostare in modo più aperto ed autentico le relazioni coi suoi collaboratori.

Teniamo anche conto che immaginare, vedere il più possibile con chiarezza, nei dettagli, la situazione desiderata è una leva potente per attivare le energie necessarie per realizzarla. Se figurarsi mentalmente la condizione auspicata è utile, allo stesso tempo, però, bisogna fare attenzione a non commettere un errore frequente. Spesso le persone, infatti, di fronte alla possibilità di cambiare, si focalizzano solo su ciò che dovrebbe essere il risultato finale, ragionando in termini “ci riesco” o “non ci riesco”. Facile perciò scoraggiarsi se si guarda solo a ciò che, idealmente, si vorrebbe avere come situazione ottimale d’arrivo.

Cambiare è come fare sport: è l’allenamento che ti fa vincere. E questo vale anche per la  comunicazione.

In realtà, però, nei processi di cambiamento le cose vanno un po’ diversamente. Normalmente, infatti, non tutto cambia dall’oggi al domani ma, piuttosto, per gradi. Questo vale anche quando vogliamo cambiare il nostro modo di comunicare. La comunicazione è come fare uno sport: man mano che ti alleni e fai esperienza consapevole, impari e migliori le tue prestazioni e, quindi, le tue relazioni. Questo non significa però che, durante gli allenamenti, non si possano fare degli errori. Sbagliare, riprovare, perdere delle partite fa parte del gioco. Quel che è certo, però, è che, se ti alleni con costanza, affinando le tecniche e le strategie, non solo hai ottime probabilità di fare un buon campionato ma anche di vincerlo, nonostante qualche gara persa.

Perciò, se anche tu ambisci a cambiare in meglio qualcosa nelle tue situazioni di vita e di lavoro, fai attenzione a farti la domanda giusta. Chiediti soprattutto se vuoi cambiare, e in che modo farlo migliorerà le cose: ti servirà per mantenere alta la motivazione. Chiediti poi quali nuovi comportamenti o nuove competenze ti servono per farlo, affinché tu possa avere un approccio realista e costruttivo, anziché perdente, al cambiamento che ti si sta prospettando davanti.

 

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Massimo Fancellu
Team & Business Coach, Mentor Coach, Formatore.
Coach professionista con credenziali PCC (Professional Certified Coach ) riconosciute da ICF (International Coach Federation); iscritto nel Registro internazionale dei Mentor Coach ICF. Specialista in Teambuiliding & Team coaching per lo sviluppo del lavoro di gruppo (formazione avanzata sui Team d’eccellenza maturata con MensLab Coaching & Training, Future Coaching Academy) e in Outdoor Management Training e attività esperienziali coi Team aziendali (formazione presso lo IEN – Istituto Europeo Neurosistemico di Genova). Ideatore di TEAM IN 3 PASSI, il metodo che - per gradi e senza forzare - trasforma realmente le persone che lavorano assieme in un Team affiatato, motivato e produttivo. Fondatore e Amministratore di Agape Consulting Sas, società che dal 2002 offre servizi di coaching, formazione & comunicazione. Dal 1996 lavoro come formatore in materia di Sviluppo del potenziale umano e comportamenti organizzativi. In particolare, mi occupo di dinamiche di gruppo, sviluppo dei Team aziendali, leadership, comunicazione, creatività e innovazione. Oltre a una Laurea in Economia (Università di Bologna), circa una trentina i master, i corsi e i seminari a cui ho partecipato in più di 20 anni, ad iniziare dal percorso “Formazione Formatori” presso l’ISMO di Milano e il percorso di Coaching con SUN (Success Unlimited Network), la prestigiosa scuola di coaching presente da oltre 30 anni in 5 continenti. Diversi, inoltre, anche i master con trainer di livello internazionale (R.Bandler, R.Dilts, J. Grinder & C. Bostic St Clair, S. Gilligan, E. De Bono). Discipline in cui ho sviluppato più competenze: Team coaching & Teambuilding, PNL e comunicazione ipnotica, Supervisione (osservazione e feedback su comportamenti e processi) e Mentor coaching (il “coaching ai coach” per migliorare il loro modo di fare coaching).