come si legge la busta paga

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Come si legge la busta paga – Parte 1

di Alessia Cavaliere

La busta paga è un documento obbligatorio che riporta la retribuzione dovuta dal datore di lavoro al suo dipendente per la prestazione lavorativa effettuata.

La busta paga contiene differenti voci, fisse e variabili, che mettono in risalto tutti i rapporti intercorsi tra il datore, il lavoratore, lo Stato e gli enti previdenziali in un determinato periodo di tempo, individuato dal mese.

La prima parte di questo documento chiamata “intestazione” contiene i dati riferiti al mese di retribuzione, al datore di lavoro/azienda e i dati anagrafici e contrattuali del lavoratore.

La seconda parte contiene gli elementi previsti dal contratto collettivo del lavoro (CCNL), chiamati anche “dati di testata”. Questi ultimi riportano tutte quelle voci degli elementi fissi stabiliti dal CCNL che vanno a comporre la cosiddetta “retribuzione minima”, la quale si caratterizzata e varia in base al livello di inquadramento del lavoratore.

I dati di testata sono così composti:

  • Paga base o minimo contrattuale;
  • Contingenza;
  • Terzo elemento;
  • Elemento distintivo della retribuzione;
  • Scatti di anzianità;
  • Superminimo;
  • Altri elementi.

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La paga base o minimo contrattuale è la voce retributiva più importante. Questa voce varia in base al livello di inquadramento del lavoratore e può cambiare ogniqualvolta avvenga la revisione del CCNL (solitamente ogni 3 anni).

La contingenza è un elemento fisso della retribuzione che svolge il compito di misuratore del benessere e della qualità della vita. Esso ha l’obiettivo di adeguare la retribuzione in base alle oscillazioni del costo della vita ed è definito dal contratto collettivo del lavoro.

Il terzo elemento è la voce stabilita dai contratti collettivi inerenti al settore terziario e il suo importo varia da provincia a provincia e da regione e regione.

L’elemento distintivo della retribuzione (EDR), invece, può essere presente o meno nella busta paga perché spesso tale importo può essere inserito all’interno della paga base. È un importo fisso pari a 10,33 euro, erogato per tredici mensilità e i suoi destinatari sono i lavoratori del settore privato. Generalmente, non ci sono distinzioni di qualifica o tra i vari contratti collettivi.

Gli scatti di anzianità sono una voce della retribuzione minima che matura periodicamente in base a quanto un lavoratore rimane in una data azienda.

Il superminimo, infine, è un aumento retributivo riconosciuto ad personam oppure alla collettività dei lavoratori. Da tenere a mente che il superminimo può essere assorbibile o non assorbibile.

Dalla somma di tutti questi elementi prende vita la cosiddetta “retribuzione minima” presente in busta paga. 

Nel prossimo articolo su Come si legge la busta paga – Parte 2, andremo a vedere come si arriva al calcolo dell’imponibile previdenziale. A presto!

 

Bibliografia consigliata:

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Alessia Cavaliere
Master in Gestione e Sviluppo delle Risorse Umane
Mi chiamo Alessia Cavaliere e sono laureata a pieni voti in Economia e Management all’Università di Tor Vergata. La passione e la curiosità che nutro ormai da tempo per il mondo delle Risorse Umane, mi hanno portato ad intraprendere un meraviglioso percorso di crescita professionale ed umana in Gema Business School per diventare una esperta professionista HR!