Dritto al cuore degli obiettivi

 

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Dritto al cuore degli obiettivi

Lavorare con l’arco, con le frecce e la corda della consapevolezza nei contesti aziendali

Aggiungere gli obiettivi all’interno dei contesti aziendali è una questione di allenamento: bisogna cambiare il modo di organizzare, definire e lavorare per far si che il lavoro sia il raggiungimento di comuni. Oggi più che mai con i mutevoli cambiamenti del mondo del lavoro, soprattutto con le modalità a distanza, oltre che una competenza richiesta anche all’interno della job description durante i colloqui di lavoro, è fondamentale saper studiare efficacemente sia la mission, cioè la direzione dell’azienda in termini di: immagine, prodotti, clienti, finalità, che la vision, cosa ed in che modo si vuole raggiungere attraverso la stipula di obiettivi efficaci nel contesto lavorativo all’azienda permette di essere all’avanguardia rispetto a quelle tradizionali, dove l’obiettivo iniziale era quello di confezionare il prodotto, invece attualmente si chiede l’applicazione delle 5 W: “Who” “Chi” When “Quando” Why” Perché?” What “Cosa?” How “Come”.

di Matteo Mantuano

Chi di voi ricorda il detto di un familiare che racconta comunemente “Scriviti le cose che hai da fare nella giornata altrimenti te ne dimentichi!. Quanti di noi lo fanno ancora? Invece chi si è dimenticato di questa pratica? Beh, forse è necessario riprendere queste armi efficaci per affrontare adeguatamente il mondo del lavoro, perché bisogna comprendere a cosa dare ascolto, ed invece quanto produrre per attuare le richieste offerte dall’azienda stessa.

Oggi più che mai in una società appunto definita dal sociologo polacco Zygmunt Baumann “liquida” o del permanente cambiamento e della crisi, o meglio ancora della fretta di crescere ed avere tutto con una certa celerità, appellata dalla studiosa Elisabetta Madriz et al., bisognerebbe cominciare a fermarsi, e chiedersi: cos’è importante oggi che bisogna raggiungere in questa giornata lavorativa? Di cosa ha bisogno l’azienda per raggiungere il risultato a breve, medio e lungo termine? Quali sono le risorse e strumenti per far si che si possa parlare di concretezza, piuttosto che di astrazione? Insomma, in altre parole per lavorare in maniera concreta sul mondo del lavoro abbiamo bisogno di stabilire delle concretezze, definite appunto

Obiettivi

Essi sono appunto quelle tecniche che venivano usate dai monaci buddhisti per raggiungere il Nirvana, l’ascesi, o meglio il raggiungimento di quella apoteosi che si può evincere soltanto quando la mente, il corpo e l’anima collaborano all’unisono all’interno di una palestra definita consapevolezza. Nella cultura zen, oltre con la metafora del nirvana, possono essere racchiuse attraverso tre strumenti: lo zen è costituita dalla mission, cioè il contesto entro il quale si opera, nonché dall’approccio che si utilizza dal punto di vista fisico e mentale.

C’è da chiedersi: quali sono le emozioni che mi attraversano per raggiungere quell’obiettivo? Infatti, parafrasando il saggio Buddha “Quando ci sono emozioni che siano: la rabbia, tristezza, l’euforia, è meglio evitare di agire altrimenti incorriamo in scelte di cui potremmo pentirci”. Invece avere una mente lucida da qualsiasi ostacolo, elucubrazione, soffocamento, ci permette di agire efficacemente e raggiunge qualsiasi meta.

Il tiro
E’ costituito dal nostro obiettivo, cioè da cosa bisogna raggiungere, di cui si parlerà a breve. Centrare il tiro significa aver raggiunto il nirvana, soltanto quando la corda, l’arco e lo zen sono in sintonia tra di loro, o meglio quando parlano loro piuttosto che la mente ed il corpo umano. Infatti, raggiungere un obiettivo significa far parlare questi strumenti per raggiungere il nirvana.

L’arco
E’ lo strumento dei cosiddetti “Guerrieri della Luce” come sottolineava Paolo Coelho o la “spada” Eugen Herrigel. Esso è il mezzo efficace per capire il modo in cui un obiettivo possa essere raggiunto, cercando di adoperarsi adeguatamente per sottolineare tutte le strategie efficaci al fine di mirare alla meta preposta, tenendo conto dei primi elementi indicati sopra.

La freccia
Essa rappresenta dove e quando raggiungere quell’obiettivo. Saper direzionare la freccia significa attuare un allenamento psico-fisico, dapprima con il proprio animo interiore, per riscoprire attraverso la campana della consapevolezza il lato guerriero smarrito, poi ad alimentare lo zen;

La corda
E’ data dalla tensione che si crea nello scoccare la freccia: quando bisogna raggiungere un obiettivo, all’inizio è comprensivo manifestare: L’ansia, avere dei rimugini per temere di fallire, o non essere all’altezza dell’obiettivi. Invece soltanto quando si lascia la freccia, impugnando adeguatamente l’arco, centrando la freccia, tenendo l’occhio sul tiro tutto il resto è secondario.

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Che cos’è allora un obiettivo?

Diversi studiosi l’hanno differenziato dal sogno è la data di scadenza. Invece un obiettivo è il raggiungimento di una meta, un fine richiesto da un committente oppure dall’organizzazione aziendale al fine di conseguire un risultato. Per assolvere a tutto questo bisogna distinguere all’interno dei contesti aziendali tra:

urgenza: all’interno di questa area ricorrono i compiti che hanno una data di scadenza imminente, che se non raggiunta può apportare dei costi o delle perdite a seconda della mission o vision dell’azienda;
non urgenza: in questo settore si racchiudono quei compiti che non necessitano del fattore tempo, anche se è possibile attuare una delega, ovvero un affidamento di una competenza o mansione ad una risorsa che ha quelle attitudini allo svolgimento di quel compito, invece che essere recepita una sorta di “scaricabarile”.
importantesono quelle mansioni prioritarie che vanno svolte subito dopo quelle urgenti, in quanto fondamentali ed in linea con quanto richiesto dal reparto, settore, dell’organizzazione.
non importante: ci si riferisce a quei compiti pronti ad usurpare il tempo e le energie, i quali possono essere demandati in altri momenti, oppure eliminati dal planning individuale e collettivo.

Quali caratteristiche deve possedere un obiettivo?

A maggior ragione nei contesti aziendali qualsiasi obiettivo segue, o meglio è consigliato che segua il modello SMART

S – sustanaible: cioè scritto con chiarezza all’infinito, tenendo conto delle 5 w come annunciato nell’abstract. Oltretutto è fondamentale eliminare i violatori del linguaggio: Non, ma forse, che pongono in atto un linguaggio espressivo negativo, piuttosto che uno positivo (es: produrre 10 finestrini di auto xy

M – misurable: in quanto tempo è necessario che l’obiettivo sia raggiunto?
Un obiettivo può essere raggiunto in breve termine: 1 giornata, a medio termine 1 mese, lungo termine 1 anno (es: produrre 10 finestrini di auto xy in 3 mesi)

A – achievable: raggiungibile e tangibile. L’obiettivo deve essere concreto, tangibile, piuttosto che astratto: Questo aspetto appunto lo differenzia dal sogno ( es: produrre 10 pezzi di finestrini di auto xy in 3 mesi nella fabbrica di Z)

R – result: il raggiungimento di un qualsiasi obiettivo è fondamentale che porti al raggiungimento di un risultato (es: produrre 10 pezzi di finestrini di auto xy in 3 mesi nella fabbrica di z porterà a costruire auto efficienti).

Ttask: l’obiettivo è connesso al compito da eseguire (es: il compito dell’obiettivo stilato è la produzione).

Come verificare se l’obiettivo sia stato raggiunto?

Una delle metodologie, utilizzate anche negli assessment di competenze, oppure nei colloqui tra il capo e collaboratore, o nelle riunioni aziendali è il metodo STAR:

Ssituation: situazione entro cui è stato raggiungo l’obiettivo

Ttask: quale compito è stato eseguito per il raggiungimento dell’obiettivo?

Aaction: quali azioni sono state messe in atto per raggiungere quell’obiettivo?

Rresult: il risultato è quello ad obiettivo?

STAR è uno strumento che connette il compito con l’obiettivo, cercando di comprenderne il risultato, nonché di dare senso compiuto all’agito o agire raggiunto in un tempo più o meno condiviso.

Dunque, lavorare efficacemente non significa essere dei multitasker, cioè svolgere diversi: compiti, azioni, in contemporanea. Anzi bisogna saper selezionare cosa sia utile rispetto alle distrazioni, sapendo selezionare attentamente in base al proprio ruolo, alla mission e vision aziendale i compiti da eseguire, tenendo conto di scrivere in maniera visibile e monitorando l’andamento degli obiettivi, evitando così l’incursione di stress, ansia ed immersione del lavoro, specialmente oltre l’orario consentito, togliendo così il tempo anche alla sfera personale.

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Riferimenti bibliografici

 

Questo articolo è offerto da:

Matteo Mantuano
Laureato in Scienze dell’Educazione e della Formazione all’Università degli Studi di Foggia, In Conclusione attualmente del Master in Gestione e Sviluppo Risorse Umane e Practitioner PNL c/o Adsum, Centro per l’Eccellenza.

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