Legge di Bilancio 2026: analisi delle novità per HR e Payroll
a cura di Laura Perrone
🎯 Cosa scoprirai in questo articolo:
- Quali sono le principali novità della Legge di Bilancio 2026 che toccano HR e Payroll (fisco, contributi, welfare, produttività, previdenza).
- Che cosa cambia davvero in busta paga con la revisione IRPEF e perché può incidere sulla percezione della retribuzione e sulla retention.
- Come orientarsi tra bonus e misure sulla genitorialità (cosa passa in payroll e cosa è gestito direttamente da INPS).
- Quali leve operative si aprono su welfare e ticket (soglie, policy, accordi) e come evitare errori di implementazione.
- Dove servono decreti attuativi o istruzioni operative e come impostare una checklist concreta per non farsi trovare impreparati.
10/02/2026 – Per le Direzioni HR, il 2026 si configura come un anno di adeguamento sistemico, in cui la compliance normativa si intreccia con scelte strategiche su welfare, produttività e politiche di attraction & retention: di fatti, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un insieme di misure tangibilmente impattanti sulla gestione del personale, sulla struttura retributiva e sui processi amministrativi aziendali.
Di seguito, una disamina sintetica delle principali disposizioni, unitamente ai relativi impatti operativi.
1. Revisione IRPEF e impatto sul costo del lavoro
La riduzione dell’aliquota IRPEF dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro produce un incremento del “netto in busta” percepito dai lavoratori interessati.
Per HR e specialisti in ambito Payroll, questo comporta l’aggiornamento delle tabelle IRPEF e dei calcoli di busta paga, la revisione delle simulazioni di costo del lavoro nonché la valutazione dell’effetto sulle politiche retributive, soprattutto nei livelli intermedi.
Ne deriva che la misura, seppur non incidendo sul costo aziendale, modifica la percezione della retribuzione e può influenzare dinamiche di retention.
2. Misure a sostegno della genitorialità
Il 2026 rappresenta un anno ponte verso l’esonero contributivo strutturale previsto per il 2027. Le principali novità sono:
– Bonus INPS da 60 euro mensili (solo 2026):destinato a madri con almeno due figli e reddito ≤ 40.000 euro ed erogazione diretta INPS, senza impatto sul payroll aziendale.
– Esonero contributivo per madri con più di 3 figli: confermatol’esonero fino a 3.000 euro annui per lavoratrici a tempo indeterminato.
– Congedi e permessi: estensione del congedo parentale fino ai 14 anni del figlio, raddoppio dei giorni di permesso non retribuito per malattia del figlio (3–14 anni).
3. Incentivi alle assunzioni e alle stabilizzazioni
La manovra introduce un nuovo esonero contributivo parziale per le assunzioni a tempo indeterminato e le trasformazioni da tempo determinato effettuate nel 2026. La durata è pari a 24 mesi e i destinatari consistono nel personale non dirigente. L’agevolazione sarà operativa dopo il decreto attuativo del Ministero del Lavoro, che definirà criteri, limiti e modalità di fruizione.
4. Welfare aziendale: aumento della soglia per i buoni pasto
Il limite di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici sale a 10 euro. Le Implicazioni operative: aggiornamento dei sistemi di gestione dei benefit; revisione dei piani di welfare per massimizzare il vantaggio fiscale; possibile riallineamento dei valori dei buoni pasto nei contratti aziendali.
5. Premi di produttività e detassazione degli aumenti contrattuali
– Premi di produttività (2026–2027): imposta sostitutiva ridotta all’1%, limite annuo detassabile elevato a 5.000 euro.
– Detassazione degli aumenti contrattuali (solo 2026): imposta sostitutiva del 5% sugli incrementi derivanti da rinnovi CCNL firmati tra 2024 e 2026, in presenza di reddito da lavoro dipendente 2025 ≤ 33.000 euro, salvo possibile rinuncia del lavoratore.
6. Lavoro notturno, festivo e a turni
Le maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e a turni possono beneficiare di un’imposta sostitutiva del 15%, entro 1.500 euro annui e per lavoratori con reddito ≤ 40.000 euro.
7. Previdenza complementare: adesione automatica
Dal 1° luglio 2026, i nuovi assunti saranno iscritti automaticamente alla previdenza complementare, salvo rinuncia.
Impatto complessivo su HR e Payroll
Le misure introdotte richiedono un approccio integrato che tenga conto della necessità di revisionare le politiche retributive, valutando gli effetti combinati di IRPEF, premi, aumenti contrattuali e detassazioni. Non di minor crucialità, la riprogettazione dei piani di welfare unitamente alla necessità di aggiornare i processi amministrativi, mediante l’Adeguamento dei software paghe, gestione dei nuovi codici tributo, il monitoraggio dei decreti attuativi. Infine, la definizione di piani di assunzioni con una lucida contezza del budget a disposizione, al fine di ottimizzare l’”opportunità” degli esoneri contributivi: non si può prescindere da un valutazione del costo del lavoro nel medio periodo.
Tirando le somme, la Legge di Bilancio 2026 nell’introdurre nuovi adempimenti ha comportato nuove sfide in cui le direzioni HR dovranno riuscire a destreggiarsi. Le imprese che sapranno integrare le misure in una strategia complessiva di gestione del personale potranno ottenere vantaggi in termini di efficienza, competitività e benessere organizzativo.
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Per testo completo, consulta:
- Gazzetta Ufficiale Legge 30 dicembre 2025, n. 199
- Circolari INPS/Agenzia Entrate in elaborazione per istruzioni operative (agg. feb. 2026)
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Laureata cum laude in Economia Aziendale, specializzata in Management delle Risorse Umane, settore che da sempre alimenta il mio profondo interesse. Convinta sostenitrice del lifelong learning, considero l'apprendimento continuo un pilastro imprescindibile della propria crescita professionale e personale. Lavoro nell’ammistrazione di un’azienda specializzata nel settore dell’economia circolare.
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❓ FAQ – Legge di Bilancio 2026: impatti su HR e Payroll
Nota di aggiornamento: alla data di oggi, 8 febbraio 2026, alcune misure richiedono decreti attuativi o istruzioni operative (INPS/Agenzia delle Entrate). Le risposte vanno lette alla luce dei chiarimenti che verranno pubblicati.
Quando entrano in vigore le nuove aliquote IRPEF (33% tra 28.000 e 50.000 euro)?
Dal 1° gennaio 2026. In payroll è opportuno adeguare i software paghe e validare i conguagli 2026 sui principali profili retributivi.
Il bonus INPS 60 euro/mese per madri impatta sul costo aziendale?
No. È erogato dall’INPS e non transita sul cedolino. La tempistica di pagamento segue le istruzioni INPS (per il 2026 è prevista erogazione a fine anno secondo calendario INPS).
Esoneri per madri (3.000 euro annui) e nuovo incentivo 8.000 euro: si possono cumulare?
La cumulabilità va verificata caso per caso: in genere gli esoneri contributivi possono avere limiti di cumulo sul medesimo rapporto. È prudente attendere circolare e istruzioni INPS per regole definitive.
Come si fruisce dell’esonero per assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato (24 mesi)?
La misura è prevista per il 2026, ma la fruizione diventa operativa dopo il decreto attuativo che definisce requisiti, importi, procedure e controlli. Nel frattempo è utile predisporre una checklist di eleggibilità e documentazione.
La soglia buoni pasto a 10 euro vale anche per i cartacei?
No. L’aumento riguarda i buoni pasto elettronici. Per massimizzare l’esenzione, aggiornare convenzioni e policy welfare e verificare coerenza con accordi/contrattazione aziendale.
I premi di produttività all’1% richiedono accordo aziendale?
Sì. L’agevolazione si applica ai premi legati a obiettivi/indicatori definiti dalla contrattazione di secondo livello e con deposito telematico dell’accordo secondo le regole vigenti. Il tetto annuo agevolabile è 5.000 euro.
Chi è coinvolto dall’adesione automatica alla previdenza complementare dal 1° luglio 2026? E come si rinuncia?
Riguarda i neoassunti del settore privato, con eventuali esclusioni specifiche. La rinuncia va resa entro 60 giorni secondo le modalità previste, integrando l’informativa nel processo di onboarding amministrativo.
Serve rinuncia scritta per la detassazione al 5% degli aumenti CCNL?
È un’opzione applicabile ai lavoratori che rispettano i requisiti di reddito: può essere prevista la rinuncia del lavoratore. È consigliabile monitorare i CCNL interessati e le istruzioni applicative per la gestione in payroll.





