ribaltiamo piramide maslow

La piramide di Maslow, sta andando in pensione?

di Risorse Umane HR


Abram Maslow, psicologo statunitense nato nel 1908 fu il fondatore della psicologia umanistica.

E’  noto soprattutto per aver formulato una teoria della motivazione detta “olistico-dinamica” nella quale veniva proposta una classificazione gerarchica delle motivazioni a partire da quelle fisiologiche fino giungere ai bisogni di tipo superiore come l’autostima.

Maslow riteneva che bisogni e motivazioni avessero lo stesso significato e si potessero strutturare in una gerarchia, rappresentata poi anche dalla nota piramide che prese il suo nome, dove il passaggio da un livello all’altro avviene solo dopo che sono stati soddisfatti i bisogni di grado inferiore.

piramide di Maslow

Una rappresentazione schematica e semplificata della celebre piramide di Maslow con i 5 livelli sequenziali di bisogni

Piramide di Maslow

  1. bisogni di autorealizzazione (io)
  2. bisogni di autostima
  3. bisogni di appartenenza
  4. bisogni di sicurezza
  5. bisogni fisiologici

Maslow suddivise i bisogni in due categorie: primari e secondari

I primi costituiscono la base della sopravvivenza dell’individuo: soddisfacendo la propria fame, la propria sete, l’individuo potrà sopravvivere.

I secondi sono appagati quando l’individuo tende ad avere un minimo di stabilità, sia essa economica che affettiva. I bisogni secondari sono bisogni sociali e quelli dell’io e sono inclusi i bisogni di stima, di prestigio, di potere, di istruzione e così via.

Secondo questa teoria, ogni singolo individuo, a seconda del potenziale d’acquisto che ha, rivolge la sua attenzione a prodotti con differenti capacità di soddisfazione dei propri bisogni.

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Così una persona con scarse possibilità economiche, acquisterà un paio di scarpe qualsiasi per non dover patire il freddo; quando si troverà ad avere maggior quantità di denaro, la sua scelta sarà molto più sofisticata: baderà ai colori, ai modelli, alle firme, alla pubblicità e sarà condizionato persino dall’ubicazione dei negozi.

Secondo il modello di Maslow, i bisogni vicini alla situazione economica che l’individuo vive, predomineranno finché non saranno soddisfatti. Saranno poi i successivi a diventare impellenti, e così via.

Questo fenomeno ha coinvolto interi gruppi sociali ed ha contribuito ad influenzare il concetto di dinamicità che ha guidato sino ad oggi la produzione aziendale.

Ma cosa succede se stravolgiamo la piramide di Maslow?

ribaltiamo la piramide di maslowLa teoria della motivazione, schematizzata e divenuta poi celebre con la piramide di Maslow, fu pubblicata per la prima volta nel 1954 negli Stati Uniti.

Essa era allineata all’idea del tempo che fondava nel capitalismo e nel consumismo come unica via da percorrere per venire incontro ai bisogni ed al benessere degli individui.

Sebbene la classificazione sistematica di Maslow ha ottenuto nel tempo un ragionevole consenso, peraltro ancor oggi accettata, la critica più serrata che gli si rivolge contro, mira diritta alla stretta consequenzialità delle sue fasi.

Stravolgere la logica della piramide di Maslow costringe a ripensare ad altre soluzioni che non sembrano essere più di sola esclusiva del consumismo, ma in grado di restituire un maggiore significato a diversi e possibili percorsi di vita, al valore della diversità, alla dimensione creativa, all’innovazione e compartecipazione sociale, e che portano alla costruzione ed all’adozione di pratiche di vita, e di lavoro, più originali ed a “misura d’uomo”.

In molte aziende oggi si stanno adottando sistemi smart working, di welfare aziendale, non legati al mero riconoscimento monetario. E sembra che tali soluzioni siano persino più apprezzate dai dipendenti.

Qualcosa sta cambiando? La piramide di Maslow, sta forse andando in pensione?

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