Disruptive Innovation

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Con il MIP verso il futuro della formazione

di Together

Disruptive InnovationIn data 8 Ottobre 2015 si è tenuto presso il MIP di Milano il convegno: Disruptive Innovation: il futuro della formazione nell’era digitale, un interessante occasione di confronto per tutti coloro che si occupano di formazione e di innovazione digitale.

Ospiti e protagonisti Francesca Giraudo, Head of Training Department Vodafone, Alessandro Ferrari, HR Manager presso Grandi Navi Veloci e Martino Troncatti, Corporate Human Resources & Organization Director Artsana. Moderatore Davide Chiaroni, Director MIP Management Academy.

Aprono le danze i saluti di Andrea Sianesi, Presidente MIP Politecnico di Milano: riflessioni sull’importanza di una profonda comprensione delle linee di sviluppo dei processi formativi coniugati con la tecnologia, sul mondo dell’online e sulla capacità disruptive dei MOOC, sono stati la base per introdurre quello che comunemente si definisce Smart Learning, con le sue tre componenti distintive:

  1. distance learning in modalità asincrona
  2. one-to-one, per discipline difficilmente digitalizzabili (soft skills)
  3. experiencial learning, con l’immersione in contesti di campo (field).

Il passaparola a Davide Chiaroni ha sollevato le prime considerazioni sul fenomeno della Big Bang Disruption.

Che ruolo ha la tecnologia sulla formazione del personale?

A questa domanda hanno risposto qualche anno fa il Financial Times e l’Economist, sostenendo che tutta l’educazione e la formazione avrebbero dovuto essere ripensate in funzione delle tecnologie digitali e prevedere la massima possibilità di scelta, la disponibilità di tecnologie for free/open e l’asincronia online.

Nel 2015 le cose cambiano: gli stessi soggetti iniziano a dubitare delle loro previsioni.

La formazione digitale, da sola, non era in grado di disegnare percorsi di competenze con una loro coerenza interna; la struttura open rendeva difficile strutturare target di utenti da coinvolgere in discussioni; la fruibilità obliqua non lasciava il tempo di elaborare i contenuti.

Occorreva ripensare tutti i modelli fino a quel momento adottati, in funzione di una sintesi virtuosa tra mondo fisico e mondo virtuale. La tecnologia aveva di fatto cambiato il modo di fare docenza, ma quella non era la morte dell’aula. Il vecchio mondo doveva essere ampliato, non sostituito.

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Come affrontare le nuove sfide?

Ne hanno parlato i protagonisti dell’iniziativa.

Francesca Giraudo ha raccontato l’esperienza di Vodafone, gruppo ramificato globalmente, con una forte presenza a livello di Country. Qui la Disruptive Innovation ha agito con un ripensamento sui contenuti formativi, sulla loro presentazione (distance learning/elearning/virtual classroom) e sulle nuove competenze ad appannaggio dei formatori. Il dualismo e la polarizzazione tra digital e soft skills resta comunque viva… e vegeta! Vengono ampliati i moduli comportamentali, con feedback più vicini alle persone.

La collaborazione con il MIP nasce come “percorso formazione formatori alla formazione digitale”.

Martino Troncatti ha condiviso il percorso di Artsana, con i suoi marchi più famosi Chicco, Pic e Prenatal. Il tech ha modificato il modo di lavorare, supportando il passaggio fisiologico dell’Azienda da competenze funzionali e specialistiche ad abilità trasversali, legate alla comprensione di processi. Passaggio che, sostiene Troncatti, “ha richiesto che le tecnologie venissero supportate da un’anima”, modificando così la forma basica della formazione.

Il MIP ha contribuito a strutturare l’esperienza dei coach, in funzione del lavoro in team. L’interattività ha permesso di ripensare la formazione come un prolungamento della docenza d’aula. L’istruzione non avrebbe senso come elemento conservativo. Dovrebbe configurarsi come processo innovativo.

Alessandro Ferrari, portavoce di Grandi Navi Veloci, ha descritto le due grandi “pause di riflessione” della Compagnia di navigazione, con l’apertura delle tratte a tutta l’area del Mediterraneo e la necessità di formazione linguistica dei membri dell’equipaggio, di preparazione tecnica e relazionale. Secondo momento critico è coinciso con il cambiamento negli strumenti di comunicazione e marketing a livello globale.

Nel 2013 il Top Management di Grandi Navi Veloci viene azzerato, con un investimento sulle seconde e prime linee. Occorreva ritrovare la propria identità, diversificare i percorsi formativi, portare fuori dalle navi il personale di bordo e inserirlo in percorsi d’aula. Nasce qui la partnership con il MIP.

Il contesto digitale, mobile, smart, ha richiesto un ripensamento della formazione aziendale.

“La tecnologia senza anima non funziona!”

La voce si è alzata da tutti i partecipanti al convegno. Contenuti e “contenitori” dovranno essere ripensati, a favore di modalità di erogazione semplici e personalizzabili, che non mettano in discussione il valore dell’offerta formativa e la allineino alle novità dell’universo virtuale.

Bibliografia consigliata

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