il CV non basta: Metacognizione e Personal Branding

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Inviare il CV non basta: Metacognizione e Personal Branding

Partire dalla consapevolezza di sé e del proprio potenziale per vendersi al meglio nel mercato nel lavoro

di Valentina Menga

Quanti di noi sanno realmente autodefinirsi? O meglio, quanti di noi conoscono realmente i propri punti di forza e soprattutto di debolezza? E quanti di noi sanno trasformare questi ultimi in qualcosa di realmente utile e vantaggioso?

Sicuramente non tutti, o perlomeno, solo coloro i quali quotidianamente sanno porre a sé stessi delle sfide da affrontare e superare, riuscendo in tal modo ad oltrepassare i propri limiti ed uscire dalla propria comfort zone.

In numerosi TED (conferenze con scopo divulgativo e no-profit), gli speaker dell’evento, invitano ciascuno di noi a uscire da questa famosa zona di comfort che altro non è che l’insieme di quelle azioni e abitudini, che ci tengono ancorati a ciò che eravamo, non permettendoci di scoprire ciò che possiamo diventare.

Alla base di tutto vi deve essere una spinta motivazionale, uno slancio, tale da permetterci di esplorare nuove parti di noi, ricche sicuramente di potenziale inespresso.

Ed ecco come tutto questo processo si ripercuote nella stesura del Curriculum.

Scrivere un curriculum non è solo questione di traguardi e di performance: scrivere un curriculum significa sapere chi siamo, cosa vogliamo e perché lo vogliamo.

Tre semplici interrogativi che è opportuno tenere ben in considerazione.

Sicuramente inserire una breve presentazione su di sé, sulla propria professione, è il primo passo da cui partire. Ed ecco che ritorna il tema della metacognizione, della consapevolezza di sé e delle proprie competenze.

La parola competenza significa “capacità di orientarsi in un determinato campo”: quel campo diventa automaticamente l’application per la quale stiamo concorrendo.

Bisogna impegnarsi per entrare nella “psicologia” del recruiter: cosa cerca, chi cerca e perché lo cerca.

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Prima cosa da fare quando ci si vuole candidare per una posizione lavorativa è leggere attentamente la job description ma, ancora prima, studiare l’azienda, la sua vision e la sua mission, così da capire se noi e le nostre competenze, potremmo essere in linea, per quell’azienda e di conseguenza per quel determinato ruolo richiesto.

I canali in cui poter cercare lavoro sono tanti, per citarne solo alcuni: 

  • Indeed 
  • InfoJobs
  • Adecco
  • ManPower

Tuttavia, esiste un social per eccellenza (LinkedIn) che, oltre a permetterci di candidarci per un’application, permette di sviluppare strategie di personal branding, tali da consentirci di mettere in “vetrina” chi siamo, chi siamo stati e chi vogliamo essere.

Come?

Compilando le apposite aree, si ha la possibilità di presentare la nostra persona, permettono di mostrare tutte quelle che sono le nostre skills, certificazioni, ma anche ruoli professionali e/o lavorativi che abbiamo ricoperto, così da far comprendere ancora meglio ciò che sappiamo fare e perchè potremmo essere una preziosa risorsa.

Avere buone basi linguistiche e informatiche, è altrettanto importante nella ricerca di un lavoro.

Linkedin, pertanto, diventa una specie di curriculum online, accessibile a tutti e che soprattutto ci rende visibili nei motori di ricerca.

Inserire nella headline del proprio profilo, keywords specifiche, ci permette non solo di far comprendere di cosa ci occupiamo, di darci quindi un’identità professionale, ma ci permette soprattutto di comparire con maggior facilità, tra le ricerche di chi sta svolgendo quella specifica selezione.

Come fare a sapere quali sono le parole chiave giuste da usare?

Sicuramente fare riferimento a quelle utilizzate all’interno della job description è il primo passo.

Allo stesso modo, anche quando mandiamo un CV (meglio se in formato pdf), è opportuno fare il medesimo ragionamento poiché, se entriamo in un iter di selezione che prevede un ampio raggio di candidati, gli ATS (Applicant Tracking System), andranno a “scremare” i CV, proprio in base a questo criterio.

Cosa quindi possiamo dedurre da questi suggerimenti?

Che sicuramente nel lavoro, come nella vita, è opportuno mettersi in discussione, rischiare (valutando sempre i pro e i contro), uscire dalla propria comfort zone, formarsi sempre (la formazione on the job è imprescindibile), essere sempre alla ricerca di nuovi stimoli, non sentirsi mai arrivati.

E tu, cosa aspetti a candidarti per il lavoro dei tuoi sogni? 

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Questo articolo è offerto da:

Valentina Menga
Laureanda in Scienze dell’Educazione e della Formazione, esperta di formazione, appassionata della scrittura, collaboro con altre due pagine web, occupandomi di educazione, formazione e risorse umane. Ritengo che ogni persona abbia in sé un talento, un potenziale, bisogna solo saperlo tirar fuori e farlo fruttare.

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