lavoro festivo e tempo di tuta.

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Lavoro festivo infrasettimanale e tempo tuta

di Ottavio Paolo Monzardo

Parto con una domanda: perché su questi due argomenti bisogna arrivare sino ad una sentenza in Cassazione per avere una risposta certa e definitiva?

Con questa domanda voglio stimolare un dibattito tra tutte le parti in causa nel “mondo del lavoro” diretto e indiretto.

Provo a spiegare in parole molto povere cos’ha definito più volte la Cassazione con le sue sentenze in relazione a questi due argomenti.

Il lavoro festivo infrasettimanale può non essere svolto dal lavoratore (tranne per il settore sanitario, forze armate e simili). Con più di una sentenza la Cassazione ha definito che il giorno infrasettimanale festivo è di “proprietà” del lavoratore e neanche la contrattazione collettiva può definire/decidere che il lavoratore debba lavorare. Se il datore di lavoro vuole che il dipendente lavori dovrebbe (deve) chiedere espressamente “ad personam” ad ogni suo dipendente, e ogni volta che capita, se vuole lavorare quel giorno e, solo in caso di risposta positiva, può farlo lavorare.

Per il tempo tuta la Cassazione ha più volte definito che se il lavoratore ha l’obbligo aziendale di vestirsi/cambiarsi sul posto di lavoro in ambiente dedicato (spogliatoio), anche più volte al giorno, il tempo necessario per cambiarsi è da considerarsi orario di lavoro. In pratica il tempo per cambiarsi non può e non deve essere “gratis”. Il tempo delle persone non può essere gratuito.

La domanda iniziale è in qualche modo provocatoria (ma vera) perché vorrei stimolare un confronto.

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Pongo altre due domande :

  • Siamo in grado di provare a risolvere questi problemi “tutti insieme”?
  • Siamo in grado di trovare un modo per confrontarsi su questi temi?

Datori di lavoro, Organizzazioni Sindacali, Politica e Ministeri interessati credo dovrebbero sedersi ad un tavolo per affrontare e trovare nuove e condivise soluzioni.

Sono anche molto preoccupato che alcuni sindacati di base utilizzino questi due argomenti per tentare di destabilizzare il “mondo del lavoro” e molte Aziende.

Credo fermamente sia necessario fare molti passi avanti condivisi e risolutivi su questi argomenti, ma non solo, augurandomi si possa sviluppare un confronto costruttivo e non uno scontro.

Fonti

 

Questo articolo è offerto da:

Ottavio Paolo Monzardo
Per 20 anni sono stato rappresentate sindacale nel settore metalmeccanico (Olivetti) e nel settore chimico farmaceutico (Teva). Sono appassionato di tematiche HR e gestione del personale. Sono da poco un felice pensionato.