Come ripensare le organizzazioni 4.0 in ottica generativa?

ADV

 

Come ripensare le organizzazioni 4.0 in ottica generativa?

di Veronica Mariano

Si parla sempre di più di come le organizzazioni possano essere al servizio delle persone di cui sono costituite e che risultano il fulcro principale del successo a lungo termine.

Per questo motivo, ora più che mai, è necessario ripensare le strutture organizzative secondo approcci differenti, che si dissocino totalmente da retaggi culturali passati.

Riflettendo sul mondo lavorativo attuale, emerge come le figure manageriali e la costruzione di una nuova leadership siano sicuramente utili per fronteggiare il cambiamento in atto, ma ciò che serve è progettare nuovamente le organizzazioni da un punto di vista radicale; un nuovo modo di osservare le realtà organizzative che vada a minare le basi dei precedenti disegni e approcci e che si fondi su un percorso di abilitazione dei collaboratori in ottica di libertà individuale e iniziativa e che sia realmente un progetto Human-Centered.

Come rendere possibile e concreto questo scenario?

ADV

Factorial Software HR

Ecco alcune potenziali modalità di azione:

  • Prendere in considerazione e riflettere su teorie classiche del mondo delle organizzazioni che più che mai attuali (es. Self- Determination Theory): soddisfare le esigenze individuali di relazionalità, competenze (attraverso la formazione continua) e di autonomia;
  • Costruire insieme ai propri collaboratori un approccio fondato sui valori di ciascuno così che questi possano prendersi cura di ciò che fanno ed essere fedeli alla propria realtà lavorativa costituendo un’employee value proposition veicolata dai propri dipendenti stessi;
  • Avere e mantenere un particolare focus su ciascun collaboratore e non sul ruolo svolto, limitandosi ad analizzare così la perfomance secondo KPI prestabiliti, senza mai andare oltre;
  • Riconoscere il contributo di ciascuno e valorizzarlo, allontanandosi dai classici paradigmi organizzativi che riconoscono un lavoratore in base alla conformità alle norme vigenti;
  • Avviare delle campagne di sensibilizzazione ad un concetto coniato da Nassim Taleb (2012) più che mai pertinente: essere anti-fragili; prosperare nel caos senza aver paura di sbagliare ma, al contrario, cogliere il meglio da ogni cambiamento in atto.

Queste azioni migliorative vogliono essere degli spunti di riflessione per creare (insieme) un nuovo paradigma che faccia realmente riferimento a quella che viene chiamata Social Enterprise 4.0, e che sia unico e personalizzato rispetto al contesto attuale.

A questo punto, si potrà realmente pensare a come costruire nuovi modelli di leadership che rispondano alle esigenze del contesto e che partano da un progetto organizzativo più ampio che non ostacoli l’innovazione.

Ciò che bisogna costruire, quindi, è un nuovo modello organizzativo che sia alla base di una nuova cultura che coinvolga tutti gli attori in ottica generativa e di creazione di un purpose comune.

 

Questo articolo è offerto da:

Veronica Mariano
MSc Organizational Psychology | UCSC
Sono una studentessa laureanda in Psicologia per le Organizzazioni presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore. Appassionata del mondo HR e, in particolar modo, di tutto ciò che a che fare con il mondo dello sviluppo organizzativo che passi attraverso le persone cercando di coinvolgerle a tout court. Credo fortemente che dalla collaborazione e della valorizzazione delle risorse nascano grandi progetti e idee, dunque considero questa mia visione come la chiave di volta per un futuro che sia realmente sostenibile e non in ottica di "impact Washing." Sto portando avanti una tesi sperimentale sul costrutto dell'Employability nelle generazioni X e Z, progetto nato da una constatazione contestuale per cui vi è una scarsa propensione a sviluppare tale costrutto da parte dei giovani e, al contempo, non messi in condizioni ottimali per farlo. Ho svolto uno stage precedente in una società di consulenza come Junior Recruiter, esperienza che mi ha permesso di raggiungere expertise in tutto il processo di recruitment; inoltre ho avuto modo di confrontarmi con diverse figure professionali che hanno arricchito il mio bagaglio personale e professionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *