Smartworking- tra digitalizzazione e nuove competenze

 

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Smartworking: tra digitalizzazione e nuove competenze

di Martina Scandinaro

A seguito della pandemia globale che ci ha travolti ci siamo dovuti forzatamente confrontare con lo smartworking che ha avuto un impatto notevole sulla vita lavorativa e personale di ogni individuo.

Uno degli effetti della pandemia di coronavirus è stato sicuramente l’incremento della digitalizzazione delle attività lavorative che credevamo temporanea ma che si è definita sempre più nella quotidianità. Ci siamo ritrovati a dover riorganizzare le nostre attività lavorative e di conseguenza la nostra vita personale, cambiando radicalmente i nostri stili di vita.

La pandemia ha sicuramente accelerato il processo di digitalizzazione del lavoro che era già presente in alcune realtà organizzative. Si è notato un impatto positivo a livello aziendale, personale e ambientale derivato da questa modalità di lavoro detta anche agile. Si è riscontrato per le aziende un incremento della produttività, dell’engagement del personale, una riduzione dell’assenteismo; a livello personale, invece, una riduzione dei costi e dei tempi per gli spostamenti casa-lavoro con risvolti positivi sull’impatto ambientale.

Non saranno mancati degli ostacoli a tale processo quali una rigidità al cambiamento, una mancanza di formazione adeguata che ha portato alla necessità di adeguare le competenze dei lavoratori alle esigenze lavorative per affrontare al meglio tale cambiamento.

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Tra le principali competenze che uno smartworker dovrebbe avere o sviluppare troviamo:

  • Competenze digitali, sempre più importanti nel processo di digitalizzazione, che consentono un utilizzo consapevole degli strumenti tecnologici a vantaggio del proprio lavoro;
  • Organizzazione dell’attività lavorativa, il saper programmare il proprio lavoro stabilendo gli obiettivi a breve, medio e lungo termine e saper monitorare tali attività;
  • Saper distinguere e dividere il tempo per il lavoro dalla vita personale, il saper “staccare” quando si è conclusa l’attività;
  • Collaborazione col team, il saper mantenere sempre viva una comunicazione con i colleghi, anche a distanza, per riuscire a cooperare al meglio e allineare le varie attività.

Lo smartworking richiede necessariamente una riorganizzazione dell’attività lavorativa e di conseguenza anche personale. Attraverso tali modifiche si deve cercare di rendere il lavoro più produttivo traendo un vantaggio personale e portando un vantaggio anche a livello organizzativo. Troviamo però delle insidie quando si lavora da casa, in ambiente domestico: difatti, occorre saper focalizzarsi esclusivamente sull’attività lavorativa per ridurre al minimo quelle interferenze esterne al lavoro che potrebbero crearci distrazioni e rallentamenti. 

È dunque importante per il lavoratore coinvolto da questi processi di digitalizzazione divenire consapevole della necessità di un accrescimento di competenze, per potersi meglio adattare alle innovazioni del mondo del lavoro, soprattutto in un contesto di aumento di smartworking.

 

Questo articolo è offerto da:

Martina Scandinaro
Sono una Junior HR Recruiter, dottoressa magistrale cum laude in Scienze dell'Educazione degli Adulti e Formazione Continua con un forte interesse per il mondo dell Risorse Umane. Ho discusso una tesi sul percorso di sviluppo dell'individuo all'interno delle organizzazioni poiché interessata ai processi e alle dinamiche di interazione dell’individuo nell'ambiente lavorativo. Durante gli anni universitari e post laurea ho avuto esperienze in ambito di gestione, formazione, ricerca e selezione del personale. Sono in continua ricerca di esperienze formative che mi consentano di arricchire il mio bagaglio di conoscenze e competenze in questo settore.