Palamede e la Leadership cancellata

 

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Palamede e la leadership cancellata


“Ho pietà di te, verità, tu sei morta prima di me”

(Palamede – Discorso in propria difesa)

di Giovanni Di Muoio

E ora dovrei raccontarvi di Palamede, dell’eroe dimenticato e dell’eterno conflitto tra astuzia e intelligenza.

Nel libro dei libri, l’Iliade attribuita a Omero, ma anche nella stessa Odissea, non una riga ricorda Palamede mentre la storia di Odisseo la conosciamo bene per come ci è stata tramandata con il grande limite che valeva un tempo e vale ancora oggi: la storia la scrivono i vincitori e arriva a noi sotto forma di sentenza, come di chi non solo ha sconfitto gli avversari ma li vuole cancellare.

Palamede era un uomo di una bellezza elegante e per lo più intelligente, possedeva la virtù dell’invenzione, dello slancio creativo e del garbo. Era anche uno dei tre comandanti dell’esercito di terra dei Greci, gli altri due erano Odisseo e Aiace. A lui dobbiamo il sistema di comunicazione tramite fiaccole usato dalle sentinelle nei conflitti o il gioco degli scacchi come passatempo per le truppe. Il sistema dei pesi e delle misure e la scrittura cifrata. Ma Palamede era anche un uomo giusto, un valoroso condottiero amato e rispettato dai suoi soldati. La storia però c’insegna che esiste una dimensione individuale della figura dell’eroe. C’è spazio per un solo protagonista, e il vincitore di quella pseudo disputa non fu il migliore ma il più furbo, vale a dire Odisseo.

Astuzia e intelligenza non sono sinonimi. Questo è l’errore più frequente che commettiamo quando utilizziamo sistemi di valutazione. Con troppa superficialità spesso accomuniamo le due cose dandole una connotazione positiva. Ma quante vittime ha lasciato sul campo la furbizia? Ancora oggi, mentre discutiamo per capire cosa è giusto fare o non fare, ci accorgiamo che certi atteggiamenti non rimangono fuori le mura ma entrano con tracotanza dentro le organizzazioni. Quante situazioni che prima ci sembravano normali oggi appaiono in tutte le loro contraddizioni. Persone che, con poca limpidezza, hanno ottenuto benefici che la sola intelligenza non avrebbe consentito loro di ottenere. Basterebbe questo per spiegare l’attualità del conflitto tra due modi opposti di agire: la verità e l’inganno.

Da qualunque angolazione vogliamo vederla, resta il fatto che Palamede non ne sbagliava una. Qualsiasi cosa facesse era una scoperta, un atto rivoluzionario e tutto quello che realizzava non era per suo tornaconto personale ma lo metteva al servizio del suo popolo. Fu un precursore del knowledge sharing, dell’atto nobile del condividere, non per denaro, non per gloria ma per la gioia silente della semina. Un popolo che sa e che conosce non teme i suoi nemici. Questo, in sintesi, il suo pensiero.

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Odisseo amava invece le scorciatoie. L’idea del cavallo di legno dove nascondere gli Achei per dare l’assalto a Troia era in fondo un’astuta scorciatoia, un modo veloce per raggiungere l’obiettivo. Geniale, senza dubbio, ma comunque un inganno. Pochi sanno che alla vigilia della guerra di Troia Odisseo finse pazzia per non partire. Palamede non gli credette e lo smascherò mettendo in salvo il piccolo Telemaco che l’altro avrebbe travolto con l’aratro. Fu così che Odisseo dovette partire per la guerra.

Anni dopo, guardando il film Sliding Doors, mi sono ricordato di Palamede e della sua ricerca della verità, di come a volte la scelta di una direzione o un’altra può cambiare il corso della storia: la nostra e quella del mondo.

Odisseo era astuto ma anche vendicativo. Organizzò una congiura per accusare Palamede di tradimento, nascondendo del denaro nella sua tenda. Palamede fu processato e condannato a morte con la lapidazione. Achille, suo amico, lo seppellì di nascosto. Fu così cancellato dalla memoria per secoli, fino a Platone che ne recuperò la figura, interrogandosi sulla veridicità di Omero.

La storia di Palamede ci fa riflettere su molti aspetti ancora attuali: meritocrazia, complessità, etica, coraggio intellettuale. Ci induce a considerare due approcci opposti ai problemi: quello analitico e quello dell’impulso. Ci ricorda il valore della memoria collettiva e il rischio di giudicare gli altri solo in base agli errori.

Se la nostra idea di leadership è circondarci di yes man, allora snaturiamo il senso stesso della parola “Responsabile”, che significa abilità nel dare risposte. Ma quali risposte possiamo dare a chi non fa domande? Il vero leader accoglie il dubbio e cerca la verità anche nelle zone d’ombra.

Potrei continuare con molti altri esempi, tutti legati a ciò che accade nelle organizzazioni di oggi. Sono storie che mostrano come l’intelligenza vera non tema la verità ma la cerca, anche quando fa male.

Ci ha pensato Dante, secoli dopo, a rendere giustizia a Palamede e a tutti gli eroi dimenticati. Nel Canto XXVI dell’Inferno, Ulisse è punito tra i consiglieri di frode, coloro che usarono l’inganno per nuocere agli altri. Chi meglio di lui incarnava quell’archetipo? Il tempo, spesso, aggiusta le cose e colloca gli uomini nella giusta dimensione.

La verità è che a volte ci prende la smania di mettere ordine, rimettere le tessere una ad una al loro posto. È un esercizio che dovremmo praticare spesso, perché chi si rinchiude nella torre delle certezze si priva della carezza del dubbio. Pensare che l’astuzia sia un valore al pari dell’intelligenza è forse il più grande inganno.

P.S.: esistono diverse ricostruzioni della figura di Palamede, alcune più romanzate di altre. Per questo mi si perdoni qualche possibile imprecisione che non altera il senso della storia.

Articolo di Giovanni Di Muoio – Guest Blogger di RisorseUmane-HR.it

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Giovanni Di Muoio
HR Business Partner presso BNL gruppo BNP PARIBAS
Giovanni Di Muoio, esperto di Narrazione d’Impresa, ha maturato una lunga e consolidata esperienza in ambito HR. Attualmente ricopre il ruolo di HR Business Partner in BNL ‒ Gruppo BNP Paribas, in precedenza ha lavorato in SIAE e come libero professionista. Ha collaborato con diverse testate su tematiche HR e ha pubblicato cinque libri di Narrativa. Specializzato in Short Stories ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per la sua attività di scrittore

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Riflessioni e Applicazioni della Leadership di Palamede Oggi

L’esempio di Palamede, eroe mitologico spesso dimenticato, offre diversi spunti di riflessione pratica per chi lavora in ruoli di leadership nelle organizzazioni moderne.

  • Leadership fondata sulla giustizia e trasparenza. Palamede incarna un modo di guidare che antepone il bene collettivo all’interesse personale, ricordandoci l’importanza di un’etica solida nelle decisioni quotidiane.
  • Valorizzazione della creatività e innovazione. Come inventore e innovatore, Palamede ci insegna a sostenere la cultura dell’innovazione continua, essenziale per la competitività in ambienti di lavoro complessi.
  • Il conflitto tra astuzia e verità. Il mito evidenzia il rischio di lasciarsi guidare dalla furbizia a scapito dell’integrità, un tema sempre attuale nel management e nella politica aziendale.
  • Ricordare eroi dimenticati della leadership. Così come Palamede è stato a lungo oscurato da altre figure più note, anche nelle organizzazioni attuali vi sono molti leader discreti che meritano riconoscimento e valorizzazione.

Questa appendice vuole essere un invito a guardare alla leadership non solo come potere o consenso, ma come una responsabilità che coinvolge valori radicati e azioni concrete per il bene comune.

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FAQ — Query più frequenti

Palamede è presente nell’Odissea?

No, nell’Odissea Palamede non agisce in scena. La sua figura è ricordata da tradizioni successive e fonti non omeriche, spesso in relazione al rapporto con Odisseo (Ulisse) e alla guerra di Troia.

Chi è Palamede nel mito greco?

È un eroe della mitologia greca, generalmente indicato come figlio di Nauplio. Simboleggia ingegno, giustizia e senso del bene comune. Molti episodi a lui attribuiti sono di tradizione tarda e non compaiono direttamente nei poemi omerici.

Palamede compare nell’Eneide?

Nell’Eneide la sua vicenda è richiamata come esempio di eroe ingiustamente eliminato. Il riferimento è funzionale alla memoria delle colpe legate all’inganno e alle conseguenze nel ciclo troiano.

Come muore Palamede secondo la tradizione?

Secondo i racconti mitologici, fu vittima di una congiura (spesso ricondotta a Odisseo): accusato di tradimento con prove artefatte, venne condannato e ucciso. La dinamica varia nelle diverse fonti.

Palamede è citato nell’Iliade?

Nell’Iliade non troviamo episodi d’azione su Palamede. La sua figura è soprattutto oggetto di narrazioni parallele al ciclo epico, riprese da autori successivi.

Come si pronuncia “Palamede”?

Italiano: pa-la--de. Greco (Παλαμήδης): pa-la-mḗ-dēs (accento su / rispettivamente).

È vero che Palamede smaschera Odisseo?

Nel racconto tradizionale, Odisseo finse pazzia per evitare la spedizione a Troia; Palamede lo smascherò, inducendolo a partire. È un episodio di tradizione tarda, non presente nei poemi omerici.

Qual è il rapporto tra Palamede e Omero?

La fama di Palamede si lega al ciclo troiano reso celebre da Omero, ma i suoi episodi principali non sono narrati nell’Iliade o nell’Odissea. La sua figura è costruita soprattutto da tradizioni e autori posteriori.

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