Inserire vale più che selezionare?
 

Inserire vale più che selezionare?

di Antonio Miele

Il processo di ricerca e selezione viene quasi sempre identificato concluso in maniera significativa con l’identificazione del candidato idoneo da parte di chi si occupa del processo, e che spesso, lo considera il risultato unico e definitivo del proprio lavoro.

Ma anche da parte di chi è destinatario del servizio di ricerca e selezione considera la scelta del candidato come l’obiettivo raggiunto.

Ciò che però alla lunga fa spesso la differenza è, non solo l’identificazione del candidato “giusto”, ma la capacità di gestire con attenzione e professionalità l’inserimento della risorsa.

Spesso tale fase è sottovalutata o lasciata al buon senso senza dedicare la giusta cura e, soprattutto, senza l’identificazione delle giuste persone che possano attuare tale fase.

Un’organizzazione che punta all’eccellenza, non può sottovalutare l’importanza di avere al proprio interno dei “portatori sani” di inserimento per i neoassunti, ovvero quelle persone che, indipendentemente dal fatto di operare all’interno delle risorse umane, sono in grado di trasmettere positività, entusiasmo e rendere tangibili quei valori aziendali che spesso nel processo di ricerca e selezione sono annunciati ma poi rischiano di non essere messi in pratica.

Come identificare questi “portatori sani”?

E’ indubbiamente compito della direzione HR guardarsi innanzitutto in casa, per poi identificare chi in azienda ha la giusta sensibilità per portare avanti questo processo.

E non dare mai per scontato che la storicità aziendale sia l’unico fattore per scegliere chi possa gestire al meglio la fase di inserimento.

E’ fondamentale conoscere l’azienda, ma ancor di più avere competenze trasversali e approcci comportamentali quali: empatia, orientamento all’accoglienza, generosità, capacità di ascolto, entusiasmo, energia positiva.

Sottovalutare questo processo significa rischiare di distruggere quanto di positivo sia stato fatto in fase di selezione.

Le persone non vogliono solo un buon contratto, ma desiderano anche un buon contatto … soprattutto in fase iniziale!

di Antonio Miele

 

Antonio Miele

Antonio Miele

41 anni di Napoli, residente a Roma. Lavoro dal 1999 nel settore della formazione, selezione e sviluppo, esperienze di 5 anni in multinazionali e aziende italiane e come consulente in ambito di orientamento al lavoro e analisi fabbisogni formativi, docente presso Master per neolaureati.

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