Il colloquio di valutazione delle prestazioni dei collaboratori. La differenza di giudizio in assenza di dati oggettivi.

Il colloquio di valutazione delle prestazioni dei collaboratori.

La differenza di giudizio in assenza di dati oggettivi.

di Risorse Umane HR

Il colloquio di valutazione delle prestazioni dei collaboratori è un momento abbastanza complesso per ogni manager. Egli deve riuscire ad identificare in modo obiettivo quali sono le effettive abilità del collaboratore, aumentarne in lui la motivazione e riuscire a delinearne e condividerne un piano di crescita.

Colloquio di valutazione delle prestazioni dei collaboratori: le principali difficoltà

Una delle difficoltà principali nel colloquio di valutazione risiede nell’auto-percezione delle prestazioni che il manager ha nei confronti dei collaboratori.

Per contro, le persone valutate, nella maggior parte dei casi, tendono a ipervalutare le proprie prestazioni, arrivando a considerarle in linea, se non superiori, a quelle attese dall’azienda.

In questi casi, il colloquio di valutazione parte in salita.

Da cosa dipende questa differenza di giudizio che si manifesta in assenza di dati oggettivi?

Ognuno di noi tende ad utilizzare un metro differente nel valutare le proprie prestazioni rispetto a quelle degli altri. Questo accade poiché spesso giudichiamo noi stessi sulla base delle nostre intenzioni mentre tendiamo a giudicare gli altri dai loro comportamenti.

Esempio

Potrebbe capitare che un manager, nella fase di valutazione delle capacità del collaboratore di lavorare in team, il suo giudizio ricada sulla percezione dei comportamenti quotidiani; nel caso in cui riconoscesse nel collaboratore l’assenza di partecipazione, arriverà a definirlo un individualista. 

Dalla parte del valutato invece, il giudizio che darà a se stesso probabilmente sarà differente.

Questo potrebbe accadere poiché nei confronti degli altri il giudizio di essere effettivamente collaborativi scatta non quando manifestiamo reali comportamenti cooperativi ma semplicemente quando abbiamo intenzione di esserlo.

In sostanza se diamo una disponibilità di massima (più mentale che reale) a essere collaborativi, questa sarà sufficiente a far scattare in noi un giudizio positivo sulla nostra capacità di collaborazione all’interno dell’azienda.

D’altro canto, lo stesso manager nel processo di valutazione, innesca spesso il meccanismo percettivo automatico distorto da alcuni fattori.

Obiettivi misurabili, specifici e templificati

E’ innegabile che solo assegnando obiettivi misurabili, specifici e tempificati aumenta l’oggettività e la concretezza del processo di valutazione delle prestazioni dei collaboratori.

Mai però dimenticare che ci sono dei fattori “umani” che possono sempre entrare in gioco.

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