Dal Personale al Digitale: Regole di una Buona Formazione Ibrida

 

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Dal Personale al Digitale: Regole di una Buona Formazione Ibrida

Strategie essenziali per la Formazione Ibrida nell’era moderna unendo tradizione e tecnologia

di Matteo Mantuano

Introduzione all’Era della Formazione Ibrida

Nel linguaggio di uso comune, il termine ibrido viene utilizzato anche per descrivere le nuove modalità di tecniche di erogazione e interpretazione della formazione sviluppate dopo il rapido cambiamento avvenuto negli ultimi anni. Basti pensare a tutte quelle aziende che nel biennio 2020-2022 hanno rivisto il loro modo di lavorare per renderlo più efficace, al fine di generare engagement e garantire la partecipazione di tutti i membri dell’organizzazione.

   Indice

L’Impatto dello Smart Working

Si è assistito, proprio per tali ragioni, ad un utilizzo massiccio dello smart working, ovvero quella forma di lavoro, o tentata tale, che il sociologo Domenico de Masi definiva: “forma di lavoro che permette di mediare tra il reale ed il digitale attraverso l’aiuto di un device tecnologico”.

L’Influenza della Tecnologia nel Lavoro Fisico

È vero che, come sottolineavano alcuni suoi colleghi, il lavoro fisico oggi più che mai viene svolto anche grazie all’aiuto di strumenti tecnologici e ci si confronta con l’intelligenza artificiale al fine di ridurre quelle che sono le differenze socio-culturali, organizzative e relazionali.

La Tecnologia nel Contesto Formativo

Non a caso, la formazione è stato il campo che più ha risentito di queste trasformazioni. Oggi, la competenza più richiesta è l’adattabilità al cambiamento, come sottolinea il sociologo ed esperto in organizzazioni aziendali Sergio D’Angelo, in quanto ciò permette di comprendere il ruolo che si vuole rivestire, e soprattutto dove direzionare la propria azienda.

Nuove Competenze per i Formatori

Oggi al formatore sono richieste nuove competenze:

  • Flessibilità: saper rendere la formazione specifica per l’organizzazione;
  • Innovazione: utilizzo dei diversi linguaggi funzionali al raggiungimento dell’obiettivo;
  • Competenze Digitali e Linguistiche: richieste per via dell’apertura ai mercati esteri ed al coinvolgimento interno ed esterno.

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Come Massimizzare l’Efficacia della Formazione

  • Definire l’Obiettivo: è fondamentale che un buon formatore capisca prima di tutto chi sono i destinatari dei suoi interventi e i riscontri presenti e futuri, al fine di garantire un cambiamento duraturo nell’organizzazione aziendale.
  • Gestione delle Risorse: saper leggere la comunicazione paraverbale specialmente in un contesto di formazione ibrida è cruciale per valutare il grado di partecipazione all’intervento.
  • Tempi e Pause: è importante stabilire una scaletta chiara della giornata formativa, per mantenere alta l’attenzione e minimizzare le distrazioni.
  • Allenare la Comunicazione: utilizzare grafici, esempi, metafore, e altri strumenti per rendere la comunicazione più efficace e coinvolgente.
  • Divisione dei Ruoli: un buon formatore dovrebbe avvalersi di un tutor per supportare il team discente nel raggiungere gli obiettivi formativi.

L’Importanza dell’Adattamento e dell’Innovazione

Oggi è fondamentale sapersi adattare ai cambiamenti e innovare quello che viene trasmesso. Un’adeguata formazione tiene conto anche dei cambiamenti; la modalità ibrida permette di tenere unite diverse realtà, che siano esse locali o meno, e favorisce uno scambio di idee, valori, concetti, utili per portare innovazione. È quindi utile che un buon formatore sappia rispondere con prontezza alle innovazioni del mercato, sapendo adeguare il suo stile trasmissivo contenutistico e la sua comunicazione, attraverso un continuo aggiornamento delle competenze richieste dal mercato del lavoro e di quelli che sono i progressi tecnologici.

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Bibliografia

 

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Matteo Mantuano
Laureato in Scienze Pedagogiche e Specializzato in PNL e HR. Attualmente è tutor d'aula e docente formatore in diversi progetti didattici.

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