Il valore di una scelta- è semplice selezionare e valutare?

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Il valore di una scelta: è semplice selezionare e valutare?

Occuparsi di selezione vuol dire scegliere. Portare avanti alcune candidature, bocciarne altre. Un’operazione non semplice, che richiede attenzione ai dettagli e accurata riflessione.

di Laura Catucci

Oggi molti curricula vengono gestiti dagli ATS, e questo rende molto più semplice e veloce il processo di selezione, ma se il compito viene svolto “manualmente” da persone fisiche allora trovare il candidato ideale diventa una vera e  propria caccia al tesoro.

Occorre definire quello che l’azienda richiede e quello che le risorse possono offrire.

Nella valutazione delle candidature esiste una metodologia di compilazione, ove vi sono errori oggettivi ed errori soggettivi.

Gli errori oggettivi dipendono dal candidato mentre gli errori soggettivi dipendono dal valutatore.

Una volta giunti finalmente alla fase del colloquio conoscitivo, la risorsa deve focalizzarsi sul qui e ora: non deve preoccuparsi troppo delle difficoltà del ruolo, non deve basarsi sui colloqui precedenti, evitare un overload di informazioni ed evitare l’effetto alone.

Il selezionatore non dovrà avere pregiudizi , impressioni, stereotipi, critiche personali  e severità nella valutazione.

Obiettivo del colloquio, ricordiamo, non è esprimere giudizi sul candidato, negoziare su cosa piace e cosa no, ma comunicare mission e vision aziendale, fare un piano di sviluppo , motivare la risorsa, apportare valore.

Non è semplice il processo di selezione: entrano in gioco una serie di fattori che richiedono tempo, concentrazione, analisi, organizzazione.

Valutare è ancor più difficile.

Ipotizziamo un colloquio al quale si presenta un candidato, magari motivato, determinato a ottenere quel posto di lavoro, probabilmente ha anche preparato un discorso sulla sua presentazione la sera prima, ha chiuso la porta di casa e ha raggiunto quel luogo che spera possa offrirgli un futuro, indossando tutta la speranza.

Terminato l’incontro, il valutatore dovrà fare i conti con quell’impegno trasmesso e con quelli che possono essere i sogni di quella risorsa.

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Selezionare e valutare non è semplice, niente affatto, purtroppo.

Valutare non è giudicare, ma focalizzarsi su quelli che sono gli obiettivi, le prestazioni, il potenziale e i risultati che si possono ottenere.

Significa accendere speranza, in tutti quegli sguardi che ci seguono durante il colloquio, (perché poi si sa, durante un incontro conoscitivo mantenere il contatto visivo è importante, tra l’altro) cambiare il futuro, offrire nuove opportunità, donare un sorriso in più, motivare a fare di meglio.

Il processo di selezione e valutazione racchiude definizione degli obiettivi e di prestazioni attese, bilancio delle attività svolte, comunicazione dei risultati.

Sono tutte operazioni che tengono conto del presente, ma anche del futuro, una proiezione di quello che è, e che deve essere, un percorso di crescita continua , una lotta al tempo, una sfida costante.

Selezionare risorse vuol dire avere una visione aziendale completa e definita,  l’azienda com’è ora, l’azienda come sarà domani dopo la più opportuna scelta.

Dover dire sì ad alcuni e no ad altri; un peso morale, un carico di responsabilità non indifferente. Dalle scelte del valutatore dipenderà il futuro professionale dell’azienda e soprattutto di qualcuno.

Dobbiamo concepire chi ci sta selezionando in un colloquio come un’opportunità, una grande opportunità, e se dovessimo non risultare idonei a ricoprire il ruolo richiesto, abbiamo colto l’attimo, comunque.

Ci siamo fatti sfuggire qualcosa che non ci ha reso “la scelta”? Bene, poco male, dobbiamo essere pronti , prontissimi alla prossima fermata.

Ricordiamoci che in fase di valutazione sono entrambe le parti ad essere in difficoltà, il candidato può risultare idoneo o no, e in quest’ultimo caso ha perso un’occasione, il selezionatore può approvare o meno, e nell’ultimo avrà perso un potenziale.

D’altronde “le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano tutta la vita”.

Tutti prima o poi passiamo sotto una “lente di ingrandimento”, a volte questa è in mano di qualcuno, come appunto in caso di colloquio di lavoro, quel qualcuno che dovrà selezionare e valutare, altre è in mano a noi stessi, quando ci rendiamo conto che siamo noi alla fine a condurre la nostra vita, e che le scelte, le conseguenze, le occasioni, opportunità – colte o perse –  sono il nostro frutto. 

“Chi crede in se stesso non ha bisogno di convincere gli altri”.

Tutto il resto vien da sè.

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Laura Catucci
HR Recruiter con passione per le Risorse Umane, costantemente aggiorno la mia formazione seguendo corsi nell'ambito management e della gestione del personale.

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