Il teatro d’impresa- una metodologia di formazione manageriale

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Il teatro d’impresa: una metodologia di formazione manageriale

di Gaia Rossetti

Il valore dell’esperienza in Dewey (1859-1952), si fonda su di una concezione dell’esperienza come rapporto tra uomo e ambiente, caratterizzato da una intensa e reciproca interazione, alla base dello sviluppo del pensiero. L’esperienza, secondo Dewey è sempre esperienza sociale e l’azione educativa deve partire dalla quotidianità del soggetto in apprendimento; in questo senso, l’educazione è un processo di facilitazione dell’esperienza e di sistematizzazione verso forme più piene ed organizzate.

Oggi c’è una domanda consapevole da parte dei manager, di una formazione che presenti determinate caratteristiche, che vada oltre aula, che consenta la rielaborazione dell’esperienza e l’apertura a nuovi modi di pensare e interpretare la vita delle imprese e il contenuto del proprio lavoro.

La metodologia del teatro d’impresa:

Il “teatro d’impresa” è una metodologia formativa di recente istituzione. Il primo esperimento risale al 1980 in Francia da parte di Fustier un esperto di gestione del personale. La sua divulgazione si deve a Poissonneau; partendo dal presupposto che ogni azienda abbia un suo vissuto fatto non solo di cose da comunicare e condividere, ma anche di conflitti e problemi di organizzazione, Poissonneau crea interventi di recitazione basati su storie aziendali.
Nel 1991 viene organizzato il primo festival internazionale di teatro d’impresa (FITE) e nel 1997 Vergnani divulga il Teatro D’Impresa (TDI) in Italia. Questa metodologia è utilizzata per molteplici finalità e con modalità organizzative e di erogazione differenti. Secondo la Dournon il TDI è uno strumento formativo che aggira le difese, spesso suscitate dai metodi di formazione tradizionale, attivando un processo di interpretazione e ristrutturazione delle realtà.
Secondo Rago, il teatro d’azienda è un’espressione in forma teatrale rivolta ad una specifica appartenenza o comunità aziendale e rappresentata allo scopo di formare, animare e migliorare l’organizzazione del lavoro oppure comunicare e promuovere prodotti e servizi aziendali.
La Hume indica 4 funzioni a cui può adempiere un intervento di teatro di impresa:

  • Contribuire alla soluzione dei problemi di relazioni umane presenti nell’impresa; la rappresentazione delle dinamiche contribuisce a sdrammatizzare e a disinnescare i conflitti.
  • Rappresentare sia i punti di vista del datore di lavoro che del dipendente e mettere in scena numerose situazioni di management.
  • Il teatro aggiunge l’affettività alla razionalità.
  • Facilitare l’analisi dell’istituzione interessata. La rappresentazione può permettersi di giocare con il linguaggio delle imprese e di osservare con ironia le loro abitudini.

Le finalità perseguite da un intervento di teatro d’impresa possono essere molteplici.

Se indirizzato ad un pubblico esterno all’azienda, può aiutare i processi di marketing, (es. Promotional theatre), in cui gli attori interpretano il ruolo del cliente esaltando le qualità del prodotto. Esiste poi il teatro che veicola la comunicazione aziendale, come il Celebration theatre utilizzato per celebrare avvenimenti particolari che hanno a che fare con la mission dell’azienda.
Per ciò che riguarda la formazione e lo sviluppo del personale, il formatore in questo contesto diventa form-attore e conduce i partecipanti nell’esperienza formativa guidando il debriefing successivo all’esperienza.

La metodologia del TDI si presta al raggiungimento di obiettivi di varia natura, da sviluppare individualmente o in gruppo. Attraverso la rappresentazione si mostra la differenza tra cultura organizzativa esistente e quella che si vorrebbe costruire.
Il teatro d’impresa risulta efficace nei casi di: gestione del cambiamento, gestione dei conflitti, problem solving, interpretazione del ruolo, comunicazione interpersonale, public speaking, sviluppo della capacità di leadership, gestione dei gruppi.

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Le modalità di intervento formativo

  • Teatro a soggetto fisso: l’azienda può scegliere sulla base di un catalogo di rappresentazioni già pronte, in cui le tematiche sono predefinite.
  • Teatro su misura: rappresentazione per rispondere a richieste specifiche dell’azienda. Il percorso comporta: analisi del fabbisogno, analisi etnografica dell’organizzazione, costruzione evento teatrale, rappresentazione evento, feedback.
  • Lezione spettacolo: rappresentazione di un monologo con contenuti formativi espressi attraverso un registro di intrattenimento. Il form- attore rappresenta una situazione aziendale cogliendone anche gli aspetti umoristici ed ironici e facilitando il coinvolgimento emotivo dello spettatore.
  • Micro-socio-teatro: comporta un ruolo più attivo dei partecipanti e si basano sull’interazione tra formatore e partecipante. Il micro-socio-teatro è una pratica destinata a micro-società, vale a dire a ciascun gruppo che si possa definire attraverso una storia comune.
  • Action theatre è un’altra metodologia interattiva che consente ad un gruppo di vivere una situazione collettiva, in cui è necessario elaborare schemi organizzativi e comportamenti innovativi diversi dal quotidiano.
  • Coinvolgimento diretto dei partecipanti nei ruoli di interpreti e organizzatori dello spettacolo: in questo caso è la qualità del processo a determinare l’efficacia dell’intervento. Questa forma di teatro è utile per affrontare la gestione dei progetti, il lavoro di gruppo, i processi decisionali di gruppo e far emergere le capacità di leadership.

 

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Gaia Rossetti
Sono Gaia Rossetti, laureata in Scienze della Formazione degli Adulti. Attualmente sto completando un master in HR all'Università Bocconi di Milano e impiegata in stage come HR Business Partner presso l'azienda Wolters Kluwer Italia