HR Team Partner: come ottimizzare il ruolo attraverso la Talent Intelligence

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HR Team Partner: come ottimizzare il ruolo attraverso la talent intelligence

di Nicolò Sambugaro

Il ruolo cruciale dell’HR Team Partner nell’ottimizzazione delle competenze

L’articolo desidera mettere in evidenza quanto la tecnologia potrà essere sempre più utile nel trovare le soluzioni idonee per potenziare le skills dei dipendenti e soddisfare le loro necessità. Una figura che ben si integra in questo schema, e dove può apportare un contributo personalizzato e concreto, è l’HR Team Partner. Questa figura affianca i team di lavoro, quindi non si basa sulla generalità, bensì sul particolare.

   Indice

Collaborazione stretta con IT e responsabili di progetto per un impatto diretto sulla performance

Affiancando IT e responsabili di progetto, questa figura entra sempre di più nelle logiche di reparto, ponendosi questi obiettivi: coadiuvare i responsabili di reparto e/o progetto nel rendere operativo il business, essere costantemente aggiornato sulle competenze e sulla performance dei dipendenti, contribuire alla realizzazione di progetti formativi e professionali personalizzati per ciascun dipendente, valorizzare l’unicità per far progredire il team, armonizzare i valori e la cultura aziendale con i processi operativi.

Un mix di saperi per un ruolo poliedrico a supporto del personale

L’HR Team Partner, quindi, presuppone, una interconessione di saperi e conoscenze che toccano vari ambiti: project management, data analysis, performance and change management, learning and development, sustainable innovation, per arrivare fino alla filosofia e alla psicologia. Di conseguenza, tra i vari aspetti del ruolo, si può considerare come la professionalità in grado da fungere da trait d’union tra l’umano e la tecnologia, quindi il filo conduttore che valorizza l’approccio umano e l’esperienza della persona (performance, formazione, benefit) attraverso i vari strumenti che offre la tecnologia.

Dall’automazione alla centralità dell’aspetto umano per una performance sostenibile

Come riporta Giorgio Pivetta nel suo articolo “Il lavoro tra paternalismo e tecnocrazia[1]:

Grazie alla digitalizzazione e automazione sempre più spinta il capitale emotivo dell’azienda rappresenta forse il patrimonio più importante dell’azienda stessa. Questo capitale non solo assicura e rafforza la performance, ma può diventare l’indicatore della salute emotiva aziendale e il misuratore del grado di diffusione delle principali soft skills.

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L’importanza crescente di creatività, analisi, e tecnologia per il futuro del lavoro

Interessante è l’indagine di Statista 2024 in merito alla proiezione di crescita delle competenze più ricercate dalle aziende entro il 2027. Tra di esse troviamo:

  • Pensiero creativo +73
  • Capacità analitiche +71%
  • Cultura tecnologica +67%
  • Curiosità e formazione continua +66%
  • Flessibilità e agilità +65%
  • Pensiero sistemico 59%
  • AI e big data +59%
  • Talent Management +56%
  • Leadership +56%
  • Empatia e ascolto attivo +52%

Da questa proiezione possiamo intuire che saranno le soft skills e il digitale a fare la differenza nel prossimo futuro. L’utilizzo della talent intelligence rientra nei campi di azione di un HR Team Partner e consiste in tutti quei processi che, grazie alla tecnologia e all’intelligenza artificiale, possono essere utili sotto due punti di vista: da un lato, possono incrementare ed ottimizzare le soft skills dei dipendenti, dall’altro permettono di comprendere le necessità delle persone.

Strumenti tecnologici al servizio dello sviluppo delle competenze e del benessere dei dipendenti

Se ci smarchiamo un momento dal mero purpose economico, ed inglobiamo nella nostra vision il purpose sociale, la talent intelligence può aiutarci nel prendere decisioni rivolte al wellbeing in azienda (sistemi di premiazione, momenti di team-building), al work-life balance/integration, alla sostenibilità, alla socializzazione organizzativa.

Un approccio olistico al lavoro che valorizza il benessere aziendale e la sostenibilità

In quest’ottica, è utile considerare i classici KPIs aziendali sotto un’altra veste, ossia rivolti alle persone:

  • Keep people informed
  • Keep people involved
  • Keep people inspired
  • Keep people interested

Dall’informazione all’ispirazione: pratiche per un ambiente lavorativo coinvolgente e produttivo

Considerando che il business lo fanno le persone, e che le stesse sono i primi clienti interni, implementare misure per massimizzare la loro esperienza è fondamentale sia per l’engagement e sia per l’attraction.

Questo può comportare nuove competenze e interessi per le persone, in termini di gratificazione e benessere, e valore aggiunto per il business, in termini di produttività e promozione del brand.

***

[1] Giorgio Pivetta “Il lavoro tra paternalismo e tecnocrazia”, Formafuturi.news 
[2] https://www.statista.com/

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Nicolò Sambugaro
Dopo aver svolto per diversi anni il ruolo di back-office commerciale, mi sto riqualificando professionalmente. Ho iniziato un master in "Management delle Risorse Umane" in quanto voglio passare dalla customer satisfaction alla employee satisfaction. Sono curioso, sono affascinato da chi trasmette energia, sorriso e positività in quanto qualità coinvolgenti e inclusive.

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