sensemaking selezione del personale

 

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Indovina chi? Sensemaking vs Psychometrics

A cura di Giovanna Folcini

Psicometria: il rischio di semplificare troppo

Nella ricerca del candidato giusto per il posto giusto l’attenzione si focalizza tendenzialmente sull’individuo e sulla sua psicologia. I test psicometrici standardizzano i tratti della personalità, le abilità cognitive, le attitudini e gli interessi. Un po’ come “INDOVINA CHI”, il gioco da tavolo in cui l’obiettivo è indovinare il personaggio misterioso dell’ avversario facendo domande a cui si può rispondere solo con “sì” o “no”, eliminando via via i volti che non corrispondono alla descrizione.

Quando la psicometria non basta

Per una comprensione più ricca e contestualizzata è però cruciale adottare una prospettiva sociologica. Infatti, mentre la psicologia esplora i meccanismi interni della mente, l’analisi sociologica offre una lente potente per esaminare le forze esterne: le strutture sociali, le interazioni, i contesti culturali e le dinamiche di gruppo che plasmano le nostre vite. La psicometria tende a fornire istantanee di caratteristiche individuali e a misurare costrutti isolati. La comprensione delle tendenze, dell’impatto delle istituzioni, dei cambiamenti sociali va ben oltre: ci permette di decifrare pattern ampi e di ottenere intuizioni che collegano  la singola esperienza personale al processo di sensemaking collettivo.

Il valore del sensemaking: interpretare, non solo misurare

È qui che le idee di Karl Weick diventano particolarmente pertinenti. Weick, con la sua teoria del sensemaking, sottolinea che la realtà non è semplicemente data dai singoli individui ma è costruita attivamente dagli stessi attraverso processi sociali e interpretativi. Le persone non si limitano a percepire il mondo, ma lo interpretano, lo organizzano e gli attribuiscono significato, spesso in un contesto di incertezza e ambiguità.

L’imprevedibile non si misura

Esattamente 40 anni fa l’Hellas Verona vinceva il suo primo ed unico scudetto anche grazie ad un indimenticabile goal di Preben Elkjaer che, dopo un’azione da manuale, segnava senza scarpa, persa nel contrasto con lo juventino Pioli. Un momento di pura genialità e determinazione situazionale, che non sarebbe mai potuto rientrare in alcuna metrica. Si può misurare la velocità, il numero di cross, la resistenza fisica o la percentuale dei rigori segnati ma non si può prevedere o catturare quella scintilla irrazionale, quella capacità di adattamento estremo e quella pura volontà che emerge in un contesto dinamico e imprevisto.

Cambiare prospettiva: dal test al contesto

“Indovina chi?” No, grazie!

Decisamente meglio “INDOVINA IL CALZINO” e forse il candidato giusto sta proprio lì, tra astragalo e calcagno.

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Questo articolo è offerto da:

Giovanna Folcini
CRO Founder
Eclettica, insegnante con un poliedrico background: dalle scienze motorie alla pedagogia, dalla comunicazione alla sociologia dell’organizzazione. Consulente appassionata nel settore del coaching sportivo, vincitrice della Start Up Bergamo Award con MEDHIC.

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Risorse aggiuntive

Nota redazionale

Il sensemaking, così come teorizzato da Karl Weick, ci invita a ripensare profondamente il modo in cui osserviamo, interpretiamo e costruiamo il significato nelle organizzazioni. Il processo di sensemaking è dinamico, continuo e spesso retrospettivo: le persone attribuiscono significato alle situazioni a posteriori, riorganizzando ciò che è accaduto per renderlo comprensibile e coerente.

In ambito HR, questo implica che la selezione non può basarsi esclusivamente su modelli psicometrici statici e standardizzati, ma richiede una maggiore attenzione ai contesti mutevoli, alle interazioni sociali e alla capacità dei candidati di creare significato in situazioni di incertezza. Comprendere chi sappia fare sensemaking significa riconoscere chi saprà leggere il non detto, interpretare segnali deboli e adattarsi in modo consapevole agli scenari complessi.

Forse il vero talento non è sempre chi ha il profilo “perfetto”, ma chi riesce a generare valore dove altri vedono solo confusione. E magari, sì, proprio chi sa correre senza scarpa.

Bibliografia essenziale

 

FAQ

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Che cos’è il sensemaking nella selezione del personale?

Il sensemaking è il processo attraverso cui le persone danno significato alle esperienze e ai contesti in cui operano. Nella selezione del personale, significa comprendere non solo le competenze misurabili, ma anche la capacità del candidato di interpretare, adattarsi e creare senso nelle situazioni complesse.

Qual è il limite dei test psicometrici?

I test psicometrici forniscono una valutazione standardizzata di tratti e abilità individuali, ma spesso ignorano il contesto sociale e le dinamiche organizzative. Non sono in grado di misurare fattori come l’adattamento situazionale, la creatività o la capacità di interpretare segnali complessi.

Perché è importante integrare la sociologia nella selezione?

Integrare l’analisi sociologica permette di considerare le influenze culturali, i gruppi sociali e i contesti organizzativi che incidono sul comportamento dei candidati. Questo approccio aiuta a comprendere meglio la compatibilità del candidato con l’ambiente lavorativo.

Chi è Karl Weick e cosa ha contribuito?

Karl Weick è uno dei principali teorici dell’organizzazione e ha sviluppato il concetto di sensemaking. Secondo Weick, le persone non si limitano a percepire la realtà ma la costruiscono attraverso processi sociali e interpretativi, soprattutto in situazioni di incertezza.

Quali qualità non possono essere misurate ma fanno la differenza?

La capacità di improvvisare, di adattarsi rapidamente, di agire in modo efficace in contesti imprevisti e di costruire senso collettivo sono qualità decisive ma difficili da misurare con strumenti standardizzati.

 

Glossario

  • Psicometria:
    Disciplina che utilizza test e strumenti standardizzati per misurare caratteristiche psicologiche individuali come personalità, abilità cognitive, attitudini e interessi.

  • Sensemaking:
    Processo di costruzione di senso attraverso il quale le persone interpretano e riorganizzano le proprie esperienze per attribuire significato agli eventi, specialmente in situazioni complesse o ambigue.

  • Karl Weick:
    Teorico americano dell’organizzazione noto per aver sviluppato il concetto di sensemaking e per i suoi studi sui processi organizzativi e la gestione dell’incertezza.

  • Selezione del personale:
    Processo di valutazione e scelta del candidato più adatto per una posizione lavorativa, basato su criteri oggettivi e soggettivi.

  • Costrutti isolati:
    Elementi o caratteristiche psicologiche che vengono analizzate separatamente senza considerare il contesto in cui si manifestano.

  • Processo sociale:
    Insieme di interazioni, relazioni e influenze reciproche tra individui e gruppi all’interno di un contesto organizzativo o culturale.

 

Indovina chi? Sensemaking vs Psychometrics

Sintesi.

L’articolo mette in discussione l’eccessivo affidamento sui test psicometrici nella selezione del personale, proponendo una visione più ampia che integri l’analisi sociologica e il sensemaking. Attraverso l’esempio del goal imprevedibile di Elkjaer, il testo evidenzia come le metriche standardizzate non riescano a catturare la complessità umana e la capacità di adattarsi in contesti dinamici. Il sensemaking, concettualizzato da Karl Weick, viene presentato come un approccio più efficace per comprendere la costruzione del significato nelle organizzazioni.

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