smart working

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Smart Working

Tutti ne parlano, molti lo guardano, ancora pochi lo sposano…

di Gianmarco Sepe

La legge 81/2017 recita: “Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e al contempo, favorire la crescita della sua produttività.”

Il lavoro agile non è fenomeno recente, sebbene sul mercato si sia imposto con prepotenza soltanto negli ultimi anni, coadiuvato dal raggiungimento di una palpabile maturità della rivoluzione digitale; non a caso il binomio che sposa tecnologia e smart working è imprescindibile;

Il lavoro smart oggetto di attenzione anche da parte del legislatore, non può più definirsi un fenomeno passeggero, di nicchia o relegato come a volte si sente a ‘’lavoretto svolto da casa’’.

Esperti del settore ritengono che il lavoro dipendente, in particolare il classico lavoro d’ufficio, nel futuro prossimo, sarà quasi esclusivamente condotto in modalità smart, anche se nel nostro paese da molti viene ancora scrutato con sospetto o giudicato con assenza di lucida consapevolezza.

 

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I vantaggi del lavoro smart:

  • Flessibilità: Ogni risorsa gode di maggiore libertà di scelta (dove e quando svolgere il proprio lavoro).
  • Riduzione dello stress e casi di burnout: non vi è obbligo di timbrare quotidianamente il cartellino, affrontare il viaggio per raggiungere la sede di lavoro, si può scegliere il luogo dove svolgere la propria attività, vi è maggiore possibilità di conciliare vita privata e lavorativa. 
  • Abbattimento costi lavoratore: arginati i costi di viaggio per raggiungere la sede di lavoro; abbattuta la necessità di trasferirsi in maniera stabile in altre città/nazioni.
  • Riduzione inquinamento atmosferico/acustico, minor impatto ambientale, migliori condizioni di viabilità: meno lavoratori che si spostano, meno traffico, meno inquinamento.
  • Maggiore consapevolezza, responsabilità e spirito di sfida: questa tipologia di lavoro è orientata maggiormente al raggiungimento di obiettivi concordati con l’azienda.
  • Possibilità di attrarre le risorse migliori con maggiore efficacia: non c’è il limite della distanza, questo permette di reclutare con maggiore facilità risorse idonee.
  • Riduzione costi aziendali: meno uffici, strutture fisiche da amministrare e spazi ridotti.
  • Aumento della produzione: maggiore facilità di reclutare le risorse più idonee, lavoratori più sereni ed orientati all’obiettivo.

Principali Svantaggi:

Più che parlare di svantaggi sarebbe corretto parlare di rischi, che si arginano con una profonda conoscenza, con modifiche strutturali, organizzative, culturali e con la selezione delle risorse più idonee a tale modalità di lavoro.

  • Trasferimento delle informazioni: la comunicazione efficace a distanza, il trasferimento delle informazioni corrette in maniera rapida tra e con i dipendenti, il controllo dell’operato delle risorse, sono questi i principali rischi da arginare, anche se oggi si dispone di ogni conoscenza e strumento sia tecnologico che manageriale per poter superare agevolmente l’ostacolo.
  • Maggiore isolamento del lavoratore: non è una modalità di lavoro ideale per tutti. 
  • Rischio di non scindere lavoro e vita privata: l’assenza di una reale barriera fisica tra ufficio/casa ed una modalità di lavoro articolata prevalentemente per obiettivi, può condurre all’incapacità di ‘’staccare la spina’’ e scindere lavoro e vita privata.

Lo smart working non può fondarsi sull’improvvisazione o mera iniziativa d’impeto dell’azienda, deve essere bensì il frutto di uno studio meticoloso, di una scelta ponderata, che investa l’aspetto tecnologico, gestionale e sia il risultato di un profondo cambiamento anche culturale nell’approccio al lavoro; solo in questo modo tutti gli ingranaggi possono muoversi all’unisono, coniugando le esigenze aziendali con i concetti di flessibilità, comunicazione ed adattamento ad esigenze e caratteristiche della singola risorsa.

Il lavoro agile fornisce innumerevoli vantaggi per lavoratori ed imprese ma non è la manna dal cielo, presenta rischi che vanno calcolati ed arginati e non è per le sua specifiche peculiarità la dimensione ideale per tutti gli individui.

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Gianmarco Sepe
Junior Human Resources Consultant
Laureato in Giurisprudenza, ho maturato alcune esperienze nel settore sales/marketing/diritto del lavoro/recruiting. Il mio obiettivo è quello di specializzarmi sempre più, crescere ed operare stabilmente nel vasto settore HR, che ritengo in linea con le mie capacità e verso il quale nutro profondo interesse e passione.