Perché lo storytelling può cambiare il Recruiting nell’Hospitality

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Perché lo storytelling può cambiare il recruiting nell’Hospitality

Quando il racconto dell’azienda è vero e coerente, attira le persone giuste e riduce il turnover nel settore Food & Hospitality.

A cura di Simona Leone

Non solo cercare personale: cercare le persone giuste

Chi lavora nel Food & Hospitality lo sa bene: qui non si tratta solo di riempire un turno vuoto.
Si lavora a ritmi serrati, spesso sotto pressione, e sempre con gli occhi del cliente addosso.
Per questo il recruiting non è (o non dovrebbe essere) una semplice corrispondenza tra CV e mansioni: è capire chi può vibrare alla stessa frequenza dell’azienda.

Ed è qui che lo storytelling fa la differenza.
Non è pubblicità, non è uno slogan da brochure.
È dire: “Ecco chi siamo davvero”.

Il racconto comincia molto prima del colloquio

Ogni dettaglio comunica qualcosa.
L’annuncio di lavoro. La pagina “Lavora con noi”. Le foto del team.
Perfino il modo in cui si risponde a una candidatura.

Ogni parola è una promessa.
E se la promessa non regge alla prova dei fatti, il conto arriva presto: persone che arrivano entusiaste… e se ne vanno deluse.

La verità è che tanti errori di selezione nascono da una storia raccontata male, più che da una valutazione tecnica insufficiente.

Turnover nell’Hospitality in Italia

(Fonti: FIPE, Federalberghi, INPS 2024)

  • Permanenza media in azienda: meno di 2 anni
  • 48% dei dipendenti alberghieri con contratto stagionale
  • Solo 33,9% con contratto a tempo indeterminato
  • 41% dei dipendenti hospitality con contratto a termine
    (media nazionale: 22%)
Questi numeri spiegano perché attrarre le persone giuste — non solo coprire i turni — è una priorità strategica per ridurre il turnover.

Quando lo storytelling funziona

Un racconto autentico attira chi condivide il tuo modo di lavorare e i tuoi valori.
Non solo chi sa fare il mestiere.
È qui che nasce il matching culturale, quello che tiene insieme una squadra anche nei momenti difficili.

Mettere insieme competenze è facile.
Mettere insieme competenze con la stessa visione è tutta un’altra storia.

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Come portarlo dentro il recruiting

Per usare davvero lo storytelling nella selezione, serve:

  • Dire le cose come stanno: niente versioni edulcorate, niente “vendita” forzata del posto.
  • Parlare chiaro su ritmi, aspettative, leadership.
  • Scegliere un linguaggio vicino a chi vogliamo attrarre.
  • Mostrare momenti veri del lavoro, non solo immagini curate all’estremo.

Anche in colloquio, il racconto è un test

Durante un incontro, la narrazione può diventare strumento di valutazione.
Puoi chiedere:

  • “Che impressione ti ha fatto la nostra storia?”
  • “Come ti sei immaginato lavorando qui?”
  • “Quali valori ti hanno colpito di più?”

Chi riesce a entrare in questa narrazione probabilmente saprà stare dentro anche a quella quotidiana che vivrà sul posto.

Dal CV al “dietro le quinte”

In questo settore il servizio è una performance, ma non di finzione.
È fatta di sguardi, di velocità, di gesti che parlano.
E tutto questo funziona solo se le persone sentono propria la storia che stanno vivendo.

A quel punto il recruiting smette di essere un iter burocratico e diventa l’inizio di un’appartenenza.

Perché lo storytelling può cambiare il recruiting nell’Hospitality - visual selection

E tu, cosa stai promettendo ai candidati?

Se domani qualcuno legge il tuo annuncio, guarda le tue foto, ascolta le tue parole…
Che storia si fa di te?
E, soprattutto, quella storia resisterà al primo giorno di lavoro?

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Questo articolo è offerto da:

Simona Leone
Simona Leone è HR specialist con formazione in Comunicazione ed Economia e founder di Storie alla Luce, progetto che racconta il lato umano dell’hospitality. Coniuga analisi e creatività – dallo storytelling nel recruiting e nella retention al GDPR nel lavoro – con l’obiettivo di dare valore alle persone e trasformare il lavoro in un luogo di crescita e appartenenza.

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5 Tips pratici: storytelling nel recruiting Hospitality

  • Mostra il dietro le quinte: pubblica contenuti autentici della vita di squadra, non immagini stock.
  • Annunci chiari: racconta ritmi, responsabilità e valori senza edulcorare.
  • Coinvolgi il team: fai raccontare ai collaboratori perché lavorano lì e cosa li motiva.
  • Feedback narrativi in colloquio: chiedi che storia si è fatto il candidato dell’azienda.
  • Promesse = realtà: verifica periodicamente l’allineamento tra comunicazione e esperienza interna.
   Risorse per poter approfondire

Libri consigliati:

 

Glossario dei termini

  • Storytelling aziendale
    Tecnica di comunicazione che consiste nel raccontare in modo autentico valori, cultura e identità dell’azienda, per attrarre e coinvolgere candidati o clienti.

  • Recruiting
    L’insieme di attività volte a ricercare, attrarre e selezionare persone da inserire in azienda. Nel settore Hospitality include canali tradizionali, digitali e spesso il passaparola.

  • Matching culturale (Cultural Fit)
    Corrispondenza tra i valori e lo stile di lavoro di un candidato e quelli dell’organizzazione. È diverso dal semplice allineamento di competenze tecniche.

  • Employer Branding
    Strategia con cui un’azienda comunica la propria identità come luogo di lavoro, con l’obiettivo di attrarre e trattenere talenti.

  • Pagina “Lavora con noi”
    Sezione del sito aziendale dedicata a presentare opportunità di lavoro e la cultura organizzativa, considerata ormai un biglietto da visita per i candidati.

  • Onboarding
    Processo di inserimento e integrazione dei nuovi assunti in azienda, fondamentale per confermare la promessa fatta in fase di recruiting.

  • Turnover
    Tasso di sostituzione dei dipendenti, cioè la frequenza con cui le persone lasciano un’azienda e vengono rimpiazzate. Nell’Hospitality è mediamente più alto rispetto ad altri settori.

 

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