Lettura, ascolto e comunicazione competenze trasversali di straordinaria importanza

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Lettura, ascolto e comunicazione: competenze trasversali di straordinaria importanza

di Nicolò Sambugaro

   Indice

La Lettura e il Suo Impatto nell’HR

La lettura è una mia passione. Apre la mente, incoraggia l’incontro di altre prospettive, aiuta a mettersi in gioco e a prosperare nella moltitudine, converge orizzonti e fa riflettere. Leggo per istinto ed interesse, per goliardia ed immaginazione, per passione e lavoro. E mi impegno nel rendere il mio lavoro una passione attraverso la lettura e la condivisione. Mi piace abbracciare più sfumature e punti di vista per crescere in modo costante ed equilibrato.

La lettura è una competenza trasversale di straordinaria importanza per un ruolo, come quello dell’HR, altrettanto trasversale. Andare fuori dagli schemi presuppone cogliere un significato anche dove non sembra esserci. Dare un senso a tale significato, e rapportarlo alla quotidianità, è un valore intrinseco ed estrinseco utile nel creare nuove sinergie e convogliare punti apparentemente distanti.

“Harold e la matita viola” è una fiaba pubblicata negli USA nel 1955. Harold è un bambino piccolo, e grazie alla sua immaginazione riesce a costruire strade, alberi, la luna e la città attraverso una matita viola. Crea una foresta come scorciatoia, individua nel drago la figura adatta per proteggere le mele che ha disegnato sugli alberi, idealizza una barca mentre sta affondando in un mare agitato. Senza abbattersi, nel suo viaggio acquista fiducia e sicurezza.

Questa è una semplice fiaba, ma la considero davvero efficace e potente. Harold ci trasmette l’idea che grazie alla determinazione e alla creatività possiamo trovare la soluzione alle nostre esigenze, senza focalizzarci sugli aspetti negativi o rimanere bloccati sulle nostre paure o preoccupazioni.

Mindset Dinamico vs. Mindset Statico

Rapportandoci con la quotidianità, si possono distinguere coloro dotati di un mindset statico e coloro dotati di un mindset dinamico. Nella prima categoria possiamo inserire coloro che considerano il QI, l’intelligenza sociale, emotiva e digitale come elementi statici e non in grado di evolvere. Sono meno propensi al cambiamento e all’adattamento. Un mindset più rigido e meno agile può portare ad “imbottigliarsi” (“Ci penserò in un altro momento..”) e/o a “rimuginare” (“Mi va sempre tutto male per colpa di..”)[1]. Coloro, invece, dotati di un mindset dinamico, sono più propensi all’innovazione e a mettersi in gioco. Trovano soddisfazione in quello che fanno, imparano dagli errori e sono curiosi verso il nuovo e verso il diverso. Di conseguenza, porta a sperimentare e a crescere.

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L’Importanza dell’Ascolto e della Comunicazione

L’ascolto e la comunicazione sono delle tecniche fondamentali, che possono garantire la resilienza del ruolo. Dopo un evento non previsto o di non facile gestione, ritornare alla base, ossia ad un ascolto attivo ed a una comunicazione efficace per gestire il problema, prima di prendere decisioni superficiali, è di gran lunga la soluzione migliore. Essere mediatori significa dimostrare equilibrio, ponderazione e ragionevolezza. Sia gli individui che le organizzazioni aziendali sono dotate di identità, valori e modus operandi. Le risposte, pertanto, devono essere in linea con le esigenze individuali, ma coerenti con la visione dell’organizzazione.

Cito due affermazioni che mi sembrano in linea con l’argomento trattato. Il primo è di Carl Rogers[2]: “L’incapacità dell’uomo di comunicare è il risultato della sua incapacità di ascoltare davvero ciò che viene detto”. La seconda è di Viktor Frankl[3]: “Tra uno stimolo e una risposta c’è uno iato. In questo spazio si colloca il nostro potere di scegliere la nostra risposta. Nella nostra risposta risiedono la nostra crescita e la nostra libertà”.

La prima affermazione rimanda al concetto che, per raggiungere l’obiettivo di quello che vogliamo comunicare, spesso bisogna sapere ascoltare attentamente ex-ante. La seconda suggerisce di non fornire risposte prestabilite, influenzate o con suggerimenti, ma la comunicazione deve essere assertiva, ossia esprimere un concetto in modo aperto e rispettoso delle proprie idee e di quelle altrui. Questa comunicazione stimola la ricerca di soluzioni soddisfacenti per entrambi, la creatività, valorizza le differenze e aiuta a gestire le emozioni.

Conclusioni

In conclusione, possiamo ritenere che:

  • La lettura può aiutare a far emergere, o ampliare, la propria creatività, portando a soluzioni non confezionate, ma che sono fuori dagli schemi. Tale meccanismo presuppone, comunque, coscienziosità, un bilanciamento tra emozioni ed azioni, fattibilità delle proposte e concretezza nelle decisioni.
  • “La mappa non è il territorio”: ognuno dà il proprio significato alle parole e alle situazioni, difatti le tre caratteristiche da tenere in considerazione sono specificità, unicità ed individualità. Compito dell’HR è imparare a saper ascoltare, un ascolto (attivo) che richiede interesse verso le richieste e aspettative dei dipendenti, ponendo domande efficaci e stimolando la conversazione. L’ascolto aiuta ad intervenire sulla demotivazione, e quindi anticipare un possibile turnover.
  • In un contesto social e dinamico, una comunicazione efficace aumenta la talent retention. Deve essere in grado di far percepire la vicinanza dell’organizzazione ai dipendenti, stimolare conversazioni, incrementare il senso di appartenenza ed aumentare l’attrattività attraverso pratiche premianti.

***

[1] S. David (2018), Agilità emotiva, Giunti, Milano
[2] C.R. Rogers (2012), Un modo di essere, Giunti, Milano
[3] V.E. Frankl (2023), Uno psicologo nei lager, Franco Angeli, Milano

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Nicolò Sambugaro
Dopo aver svolto per diversi anni il ruolo di back-office commerciale, mi sto riqualificando professionalmente. Ho iniziato un master in "Management delle Risorse Umane" in quanto voglio passare dalla customer satisfaction alla employee satisfaction. Sono curioso, sono affascinato da chi trasmette energia, sorriso e positività in quanto qualità coinvolgenti e inclusive.

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3 thoughts on “Lettura, ascolto e comunicazione: competenze di straordinaria importanza | Nicolò Sambugaro

  1. Sono appassionata di lettura come te e devo dire mi è piaciuto il distinguo tra mindset statico e dinamico … in uno degli ultimi corsi che ho progettato ed erogato sulla digital transformation ho fatto un affondo proprio su come passare da una fixed mindset ad una growth mindset che è un po’ la sfida da cogliere per chi ha difficoltà ad accettare gli epocali cambiamenti che stanno travolgendo tutti i ruoli aziendali ed il nostro modus operandi senza mai dimenticare, come hai ben rimarcato più volte, l’attenzione nella comunicazione e nell’ascolto che rappresentano i nostri più validi collaboratori in questo mondo che cambia costantemente..aggiungerei non solo ascoltare e comunicare con gli altri ma anche con noi stessi che è spesso una sfida ancora più grande .

  2. Non ho mai pensato alla lettura come forma di potenziamento delle capacità di un HR. In effetti difficilmente c’è qualcosa come la lettura che ti invita a ragionare sugli argomenti piu’ vasti senza porti alcun limite, delineando un’ apertura mentale necessaria per comprendere i nostri tempi.

  3. La lettura, l’ascolto e la comunicazione emergono come fondamentali alleati nell’HR contemporaneo e concordo che, in un mondo in costante mutamento, la capacità di abbracciare la diversità di prospettive e di adottare un mindset dinamico diventa cruciale. La metafora di “Harold e la matita viola” ci ricorda l’importanza della creatività e della resilienza nel superare le sfide quotidiane. Tuttavia, oltre a queste competenze, ciò che potrebbe veramente differenziare un’organizzazione è la capacità di trasformare l’ascolto in azione, creando spazi autentici di dialogo e condivisione che favoriscano l’innovazione e il benessere dei dipendenti. Investire nella promozione di una cultura dell’ascolto attivo e della comunicazione aperta è una delle chiavi per il successo nell’HR del futuro.

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